I carabinieri hanno arrestato Salvatore Cutugno, 37 anni. Dopo due anni di indagini gli investigatori hanno accertato che l'uomo, infermiere, in servizio al carcere di Gazzi aveva fornito ai boss rinchiusi in cella un telefono cellulare ed aveva portato all'esterno della struttura penitenziaria i "pizzini" per gli affiliati alle cosche. Ecco di seguito il comunicato stampa del Comando Provinciale carabinieri sull'operazione i cui dettagli sono stati illustrati poco fa, in una conferenza stampa.
Messina; i "pizzini" dei boss che uscivano dal carcere. Arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Messina, l'infermiere che alla fine del 2005 aveva procurato ai boss del clan dei quartieri urbani di Giostra e Santa Lucia Sopra Contesse, detenuti nel carcere peloritano, il telefono cellulare con cui venivano impartiti ordini e disposizioni relativi alla prosecuzione delle attività delittuose del sodalizio criminale. Nella giornata di ieri 16 febbraio, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Messina, a conclusione di una complessa ed articolata attività investigativa, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, emessa dal dr. Massimiliano MICALI, GIP del Tribunale di Messina, hanno tratto in arresto CUTUGNO Salvatore cl. 1972, infermiere presso un presidio medico del capoluogo. L'uomo, che in passato ha svolto la professione di infermiere presso l'istituto penitenziario messinese, è stato bloccato dai Carabinieri nel quartiere di Giostra. Considerato dagli investigatori l'anello di congiunzione tra il mondo esterno ed i detenuti eccellenti del carcere peloritano, CUTUGNO Salvatore, pur non facendone organicamente parte, ha concorso alle attività delle associazioni di stampo mafioso riconducibili a D'ARRIGO Marcello, SANTOVITO Daniele, BARBERA Gaetano ed altri, consentendo al sodalizio, attraverso le sue condotte, di ottenere varie utilità. Le indagini dei Carabinieri erano state avviate all'inizio del 2006, quando nell'ambito dell'operazione "RICARICA" venne smantellata un'organizzazione mafiosa che dal carcere di Messina, attraverso l'utilizzo di un telefono cellulare, aveva gestito diverse attività delittuose tra cui estorsioni, traffico di droga e detenzione di armi nella città dello stretto e che stava preparando un omicidio. Con l'ordinanza del 2006, con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e porto illegale di armi erano stati arrestati: Vittorio STRACUZZI, Giuseppe GALLI, Alessandro FUSCO, Salvatore IRRERA, Francesco COSTA, Daniele SANTOVITO, boss del clan di Santa Lucia sopra Contesse, già detenuto a Gazzi, Gaetano BARBERA, del clan di Giostra, anch'egli gia in carcere, Francesco D'AGOSTINO e Rosario ABATE. Le indagini dell'epoca, coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, avevano permesso di acclarare che le chiamate partivano dal carcere di Gazzi, da un telefonino che, a seguito di una perquisizione, venne rinvenuto all'interno di un fornellino del gas nella cella di Gaetano BARBERA. Il CUTUGNO, inoltre, faceva entrare ed uscire dalla struttura penitenziaria "pizzini", attraverso i quali venivano impartiti gli ordini diretti agli altri membri dell'organizzazione mafiosa. Le indagini, condotte anche nel periodo 2007-2008, hanno permesso di accertare che l'arrestato, anche una volta lasciato il proprio incarico di infermiere all'interno del carcere, continuava a mantenere contatti con esponenti della criminalità locale. L'arresto odierno, segue ad alcune operazioni antimafia condotte negli anni scorsi dai Carabinieri del Reparto Operativo di Messina, che hanno permesso di disarticolare un pericoloso clan mafioso operante in alcuni quartieri della città. L'attività investigativa è stata diretta dal Sostituto della Repubblica presso la Procura Distrettuale Antimafia, dr. Vincenzo BARBARO. |