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Cultura - Le donne siciliane che hanno fatto la storia tra coraggio e speranze
Giovedì 24 Gennaio 2019 15:03

Don1Dal 250 a.C. fino ai giorni nostri, molte donne siciliane si sono distinte per la loro forza. Donne di cultura, rivoluzionarie e audaci, hanno cambiato le sorti di varie epoche storiche. Tutto in nome dell'emancipazione. Figlie dell'isola più grande del Mediterraneo, discendenti di tantissime dominazioni, queste donne hanno ereditato i tratti somatici e spesso anche culturali, dei popoli conquistatori.
di Antonella Ferro

Ragion per cui, a proposito della bellezza e dell'identità siciliana si parla spesso di "mixité" (essere misto). Tuttavia, al di là di questo, i libri, gli archivi storici e i documenti che mantengono viva la memoria della Sicilia, ci ricordano il ruolo di primo ordine, assunto in chiave civile, sociale e politica, dalla figura femminile nella storia dell'isola. L'origine del Don2nome è donna. Una leggenda racconta che il nome Sicilia deriva da una bellissima ragazza, figlia del re del Libano, costretta, il giorno del suo sedicesimo compleanno, ad abbandonare la propria terra - poiché sarebbe stata divorata da un mostro - e ad imbarcarsi in mezzo al mare, disponendo solo di alcuni viveri. La ragazza, Sicilia era il suo nome, dopo aver solcato le onde con la sua barca, arriva in un'isola molto grande ma desolata. L'unico abitante del luogo è un giovane sopravvissuto ad una terribile peste. I due ragazzi si innamorano e danno alla luce la nuova stirpe che abiterà l'isola. Ecco che, dall'antico nome Trinacria (testa femminile con tre gambe piegate), l'isola prende il nome di Sicilia, ovvero colei che ha dato la vita.
Dalla leggenda alla storia il passo è breve. Protagoniste guerriere di un capitolo storico, sono le donne palermitane, che per amore della propria patria, durante la prima guerra punica del 250 a.C., hanno tagliato le loro trecce per costruire corde per gli archi. Un gesto di totale ribellione nei confronti dei Cartaginesi che sono stati costretti a ritirarsi dal campo di battaglia. Damarete di Agrigento, la donna che a seguito della battaglia di Imera nel 480 a.C., ha invitato il marito a liberare i Cartaginesi, costringendoli tuttavia a rinunciare, Don4tramite una clausola inserita nel trattato di pace, ai sacrifici umani nei loro riti religiosi. Costanza d'Altavilla, figlia del re normanno Ruggero II, moglie nel 1186 di Enrico VI di Svevia e madre di uno dei più importanti monarchi del tempo, Federico II di Svevia. Costanza II di Sicilia o Costanza di Svevia, donna che ha lottato a lungo a favore della causa siciliana, contrastando con coraggio Bonifacio VIII che voleva riconsegnare l'isola agli Angioini (trattato di Anagni). Altra donna che merita di essere ricordata è la Cleopatra di Sicilia detta anche la "Figlia di Mirabetto", un emiro vissuto alla rocca di Entella. La donna è ricordata per le sue abili doti guerresche e per aver ucciso i suoi avversari che, guidati da Federico II, avevano a loro volta sterminato i suoi fratelli e il loro padre. Alla fine, la giovane, per non cadere nelle mani del nemico che si era offerto di proteggerla, preferisce farsi uccidere dal morso di un serpente, proprio come la famosa regina d'Egitto, Cleopatra. Ecco perché verrà conosciuta come la Cleopatra siciliana. Franca Florio, discendente di una famiglia dell'aristocrazia siciliana, era una donna di grande cultura. Il Kaiser Guglielmo II l'ha soprannominata "Stella d'Italia", invece Gabriele D'Annunzio le ha dato il nome di "Unica". È stata uno dei personaggi più importanti della belle époque siciliana. Nina Siciliana, poetessa italiana vissuta nel XIII secolo. Di lei, Vincenzo Nannucci scrive nel 1838: << Donna gentile e leggiadra, bellissima sopra tutte le altre del suo tempo e della sua Nazione, e che fu la prima femmina che s'abbia notizia che poetasse in lingua volgare >>.
Don3Continua il viaggio attraverso la storia dell'Isola. Cambiano le epoche storiche ma la presenza della figura femminile è sempre più forte. Ci si sposta al 1282, ovvero l'ora dei Vespri siciliani. Gli abitanti di Palermo sono costretti a lottare contro gli Angioini, dominatori al tempo dell'isola. Anche in questo caso, sono le donne a far sentire per prime la loro voce: << Oh muoiano questi francesi>>. Tra le più importanti del periodo, si ricordano Dina, Clarenza e Macalda. Facendo un salto di almeno quattro secoli, si approda nel mondo dell'arte, in particolare, in quello della pittura. I nomi importanti da sottolineare sono quello di Rosalia Novelli, figlia di Pietro, famoso pittore di Monreale e quello di Anna Fortino, allieva della Novelli e prima artista ad occuparsi di ceroplastica. Maria Luisa Mangano di Avola, prima vittima dell'Inquisizione.
La battaglia per le pari opportunità ha visto sul campo le prime femministe, la poetessa Genoveffa Bisso e suor Dorotea Isabella Bellini che nel 1735 hanno composto La verità manifesta in favore delle donne e nel 1737 Apologia filosofica storica, in cui si mostra il sesso della donna superiore a quello degli uomini. E ancora, la prima ad indossare i pantaloni è stata la siciliana Massara Francisca nel 1698. Un gesto, quello della donna, estremamente pericoloso per l'epoca. Anche l'Ottocento è un periodo storico ricchissimo di nomi femminili da non dimenticare. Nel 1808 si distingue la baronessa catanese Maria Paternò, prima divorziata d'Italia e nel 1847, è la volta di Giuseppina Turrisi Colonna, prima donna a parlare di pari opportunità in una sua poesia: <<né trastullo="" né="" servo,="" il="" nostro="" sesso...="">>. Nel 1860, Giuseppa Bolognara Calcagno detta Peppa "a cannunera" colpisce l'esercito borbonico prima dell'arrivo di Garibaldi. Sono siciliane le donne che hanno fondato la "Legione delle Pie sorelle" e tante sono quelle dei Fasci siciliani. Tra le più importanti, si ricorda Maria Cammarata di Piana dei Greci. Accursia Pumilia è la prima donna che nel 1906 chiede di essere iscritta nelle liste elettorali, (solo nel 1946 con il referendum le donne potranno votare). Si ricorda, Annetta Tasca Bordonaro che nel 1916 ha aperto il più grande ospedale della Sicilia. La coraggiosissima Maria Occhipinti, attivista e scrittrice, famosissima per essersi stesa a terra nel 1945, al quinto mese di gravidanza, per impedire la partenza delle reclute ragusane. Siciliane sono state le prime donne a ricoprire cariche politiche, dall'On.Ottavia Penna Buscemi, prima donna candidata alla Presidenza della Repubblica, a Vittoria Giunti, prima donna sindaco della Sicilia, da Margherita de Simone, preside della facoltà di Architettura di Palermo ad Anna Finocchiaro, primo ministro per le pari opportunità.
Meritano grande attenzione le donne, madri e sorelle che hanno lottato contro la mafia, da Felicia Bartolotta Impastato a Franca Viola, la donna che disse no al matrimonio riparatore. Rapita da Filippo Melodia all'età di diciassette anni, violentata e tenuta segregata per molti giorni, Franca Viola avrebbe dovuto fare la cosiddetta "paciata"(riparazione) per salvare, secondo la morale del tempo, il proprio onore e quello dell'intera famiglia. Tuttavia, la giovane donna, con l'aiuto della polizia e dei suoi genitori è riuscita a liberarsi da un terribile destino, diventando il simbolo dell'emancipazione femminile e della crescita civile. Infine, Giovanna Cristina Vivinetto, autrice di Dolore minimo (2018), è la prima poetessa italiana ad affrontare in versi la tematica della transessualità e della disforia di genere.
Sono queste, alcune delle donne, che hanno reso la Sicilia ancora più bella.

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