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Milazzo, in scena al Trifiletti "Di mafia si muore sempre tre volte"
Giovedì 02 Febbraio 2017 15:35

Marina PieceIl testo teatrale "Di mafia si muore sempre tre volte" scritto e diretto da Marina Romeo, va in scena al Trifiletti di Milazzo, martedì 7 febbraio alle 9 e alle 11.30. Lo spettacolo è inserito nella rassegna cinematografica e teatrale ideata da Salvo Presti, assessore alla pubblica istruzione ed organizzata dall'associazione culturale "Magico". L'attenzione di Salvatore Presti verso la criminalità organizzata non è nuova, porta infatti la sua firma il film "Luce verticale. Rosario Livatino. Il martirio".

Incontrando la scrittrice le chiediamo ragguagli sul prossimo importante evento. "Il teatro di Milazzo è incantevole. Sono contenta, che il mio testo sia inserito in una rassegna sulla legalità priva di retorica e rivolta principalmente agli studenti. L'assessore Presti ha preso spunto infatti, da un libro di Giacomo Di Girolamo dal titolo significativo: "Contro l'antimafia". Il giornalista racconta nel suo testo con toni netti le aberrazioni dell'antimafia che diviene, in alcuni casi, una sorta di club service, dove tutti si conoscono, dove le idee nuove sono bandite, perdendo così lo spirito originario del movimento.

L'attenzione di Salvatore Presti verso la criminalità organizzata non è nuova, porta infatti la sua firma il film "Luce verticale. Rosario Livatino. Il martirio". Un film documentario dagli insoliti per il genere, toni poetici e suggestivi, che narra la storia del" giudice ragazzino"trucidato da mani malavitose il 21 settembre del 1990. Quindi, chi ha ideato la kermesse " Se si insegnasse la bellezza", ha lottato contro la mafia da regista prima e da politico adesso. Questa premessa è stata importante per me e mi ha reso orgogliosa di partecipare al progetto. Sono orgogliosa di raccontare ad una platea, che già da adesso si preannuncia copiosa, la storia di donne che hanno riso in faccia ai mafiosi dicendo un no perentorio. Rischiando con la loro scelta, la vita in primis, l'emarginazione sociale e l'isolamento. Vivevano in luoghi dove era consigliato tacere. Invece parlano queste casalinghe strappate alla loro quotidianità dalla ferocia di Cosa nostra. Non gridano, non è nel loro stile,ribadiscono a tutti come un mantra: "la mafia ha ucciso mio figlio". Raccontano la verità a carabinieri, poliziotti e magistrati: Giuseppa Di Sano, Serafina Battaglia, Felicia Impastato e Francesca Serio. Non proferisce verbo invece Graziella Campagna, ragazzina di Saponara, così come la giovane Rita Atria che affida i pensieri e le emozioni alle pagine di un diario."

Alla rappresentazione teatrale al Trifiletti parteciperà Piero Campagna, il coraggiosissimo uomo che non ha smesso un attimo di cercare e assicurare alla giustizia gli assassini della sorella, l'indomito carabiniere ha già avuto modo di apprezzare "Di mafia si muore sempre tre volte" manifestandomi il suo affetto e la sua stima, rendendomi particolarmente felice. "Lo spettacolo che annovera nel suo carnet numerose repliche, vede i personaggi femminili parlare in prima persona, le vicende sono narrate da Beatrice Damiano e Oriana Civile, il ruolo del giornalista che introduce, presenta e spiega gli antefatti è affidato a Rossano Artino Innaria. Lei cara Marina Romeo, scrive parole che sono pietre e racconta con un tocco poetico, il coraggio indomito di chi è dalla parte dei giusti.

R.I.

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