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Istituita "zona franca" a Messina e Barcellona

Il Decreto Sviluppo è legge, e con esso l'istituzione delle zone franche a Messina ed a Barcellona Pozzo di Gotto. La Regione Siciliana, aveva indicato 12 Zone franche urbane in Sicilia, così come previsto nella finanziaria 2008 del Governo Nazionale.

di Salvatore Vernaci

Fra le aree scelte, che sarebbero dovute passare dall'approvazione del ministero dello Sviluppo economico vi erano inserite  Messina e  Barcellona Pozzo di Gotto. Le zone franche, il cui obiettivo è di contrastare il disagio urbano e sociale di alcune zone che risentono di un forte stato di degrado economico, prevedono una serie di benefici fiscali e previdenziali per rafforzare la crescita imprenditoriale e occupazionale nelle piccole imprese di nuova costituzione. Lo spirito della legge è quello di accordare un regime di esonero contributivo e fiscale alle piccole imprese che si insediano nella zona franca urbana (50 dipendenti al massimo). In cambio le aziende devono riservare il 30 % dei posti agli abitanti dei quartieri classificati come ZFU. Le imprese beneficiano di un esonero dall'imposte sul reddito realizzato dalle attività localizzate nella zona franca urbana.

L'esonero fiscale è totale nei primi cinque anni di attività. Per l'anno successivo e sino al decimo, l'esonero è limitato al 60%, dal 11° anno al 12 ° lo sgravio è limitato al 40%, infine per il 13° e il 14° lo sgravio è pari al 20%. L'esenzione di cui al presente punto spetta sino alla concorrenza dell'importo di 100.000 del reddito, derivante dall'attività svolta nella zona franca urbana, maggiorato, per ciascun periodo d'imposta, di un importo pari a 5.000, ragguagliato ad anno, per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato, residente all'interno del sistema locale di lavoro in cui ricade la zona franca urbana. Qualora l'azienda ha più stabilimenti, negozi o laboratori e questi non sono localizzati tutti all'interno della ZFU, l'esonero fiscale è determinato solo ed esclusivamente sull'attività svolta all'interno della ZFU.

Qualora l'azienda svolga un'attività non stabile (es. impresa di pulizia, impresa edile etc.) essa può beneficiare dell'agevolazione fiscale se rispetta almeno una delle condizioni seguenti: realizzare almeno il 25% del volume d'affari con clienti residenti nella ZFU; assumere almeno un dipendente a tempo pieno che svolge in maniera stabile il suo lavoro in locali situati nella ZFU. Le impresesono esenti dall?IRAP, per i primi cinque periodi d'imposta, fino a concorrenza di 300.000, per ciascun periodo d'imposta, del valore della produzione netta. Gli immobili di proprietà delle aziende siti nella zona franca urbana e utilizzati effettivamente per lo svolgimento di un'attività economica beneficiano dell'esonero dal pagamento dell' ICI (oggi IMU) per un periodo di 5 anni. Nei prossimi mesi saranno definite le procedure tecniche, con l?obiettivo di avviare le zone franche urbane entro il 2013.

Nel Comune di Barcellona P.G. diversi sono i quartieri, vie e piazze inseriti nella Zona Franca e che, quindi,  godranno di questi benefici. L?elenco completo si può visionare al Municipio o sulla rete civica del Comune. L'area di Messina interessata alla Zona Franca  è quella che l?Assessore Gianfranco  Scoglio candidò nel 2008, ossia la zona che va dal Cavalcavia fino al porto di Tremestieri, già oggetto degli studi inerenti il Piau ?Porti e Stazioni?, alla quale vanno aggiunte le aree del polo artigianale di Larderia e quella da risanare di Mangialupi. Al centro c?è l?area di Maregrosso. L'iniziativa comporterà in particolare per la zona Sud del territorio un importante volano di sviluppo occupazionale promuovendo la delocalizzazione delle attività artigianali nell?area di Larderia e la promozione di formazione ed occupazione specializzata nei settori della logistica e dello shipping nell?area portuale e retro portuale di Tremestieri».

 
 
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