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Capo d'Orlando, interrogazione di Galipò
Martedì 27 Gennaio 2009 11:04

carmelogalip1Il consigliere comunale del Gruppo "Centrosinistra per Capo d'Orlando" pone l'attenzione sulle consulte comunali e chiede al sindaco "se non ritiene opportuno adoperarsi affinchè tali istituti possano finalmente divenire funzionanti e contribuire in maniera decisiva al progresso della nostra città". Ecco di seguito il testo integrale dell'interrogazione.

 

Il sottoscritto Carmelo Galipò, Consigliere Comunale del gruppo "CentroSinistra per Capo d'Orlando", Premesso che,

• In data 06/02/2006 con Delibera di Consiglio comunale, per il quale a quel tempo assumeva le funzioni il Commissario Straordinario, si istituiscono e regolamentano le Consulte comunali;
• Tali organi, a carattere esclusivamente consultivo, hanno l'obiettivo di affiancare nelle decisioni la pubblica amministrazione, esprimendo pareri, presentando proposte, in riferimento a temi ritenuti importanti per lo sviluppo socio-economico della nostra città;
• A tal uopo, nella stessa delibera il C.S. istituisce ben quattro consulte; lotta al racket ed alla delinquenza organizzata; economia, lavoro, edilizia, commercio, artigianato e cooperazione; turismo, sport, beni culturali e archeologici, tutela dell'ambiente; attività sociali; scuola, istruzione, formazione e tempo libero;
• Esse costituiscono il presupposto per un'apertura alla cittadinanza ai processi decisionali, nonché un fulgido esempio di democrazia partecipativa;
• Con successiva Delibera di G.M., la n. 87/06, il Commissario Straordinario, nomina i componenti di dette consulte, sostituendosi di fatto e svolgendo le funzioni di organo politico, notoriamente di competenza di Giunta e Consiglio;
• Dette Consulte comunque, che a parere dello scrivente potrebbero costituire una risorsa, un valore aggiunto per l'evoluzione, soprattutto socio-culturale, della nostra città , non sono mai state convocate dalla S.S. al fine di svolgere attività di consulenza;

ritenuto che,

• Sottovalutando e non ritenendo utili tali strumenti, il Sig. Sindaco dimostra di non interessarsi a modelli di tipo partecipativo-inclusivo, che tengono conto della possibile diversità di pensiero rispetto alla direzione perseguita dall'organo esecutivo;
• Tali modelli, costituiscono un modo democratico ed innovativo di considerare l'attività politica; sia a livello europeo che nazionale, difatti, normativamente si sponsorizzano da tempo Leggi che vanno in questa direzione.
Penso alla "conferenza di servizi", alla "programmazione negoziata", ai "tavoli tecnici", tutti strumenti di tipo inclusivo che mirano ad allargare la platea di decisori ed a responsabilizzarli. La differenza col passato sta in un'inversione di rotta, di tendenza, nel considerare l'azione amministrativa che mentre una volta si basava sul presupposto dell'autorità, ossia pubblica amministrazione unica depositaria dell'interesse generale, oggi la via ritenuta più saggia è quella di farla apparire come partner (di rilievo) tra i partner, una voce, in mezzo a tante voci. Finalmente il Legislatore ha capito che mettere insieme pezzi della società civile , tecnici, ed organo politico è cosa buona e giusta; come è altrettanto giusto indurre questi soggetti ad interloquire, ascoltarsi e sintetizzare le possibili diversità di vedute.
Mentre il tecnico nel redigere un progetto si rifà, giustamente, a basi di carattere scientifico, il profano (cittadino comune), può evidenziare considerazioni di carattere sociale o economico che probabilmente erano sfuggite dalla scatola "tecnica" che costituiva il progetto.
Questa forma di partecipazione può essere utile alla definizione di programmi, come può non esserlo per svariati motivi. Poco importa; mette comunque a confronto pensieri diversi dai quali viene fuori un di più rispetto al precedente approccio.
• Nella nostra cittadina, sarebbero in tanti a poter contribuire, ad essere coinvolti e partecipare all'attività politico amministrativa, tanto da costituire una risorsa incommensurabile in termini di idee, alcune delle quali probabilmente non prese nemmeno in considerazione dagli organi comunali; valutare tali potenziali "nuove proposte", costituisce un oggettivo vantaggio per la comunità intera;
• Il Signor Sindaco, con il quale in questo caso mi trovo d'accordo , ha più volte esternato l'auspicio che sempre più giovani, che costituiscono il "futuro", si occupino dello sviluppo socio-economico, quindi politico, e aggiungo culturale, di Capo d'Orlando;

considerato che,

• Con le parole si possono fare anche grandi castelli sospesi in aria, raggiungibili a cavallo di animali alati che sputano fuoco a demoni cattivi e che rappresentano il bene che sopraffà in ogni occasione il male, che invero cerca di impadronirsi attraverso nefaste cattiverie, del mondo; aimè, tutto questo non è un film, recitava però una canzone Sanremese di qualche anno fa e quindi nel considerare le belle parole del primo cittadino, dobbiamo fare i conti con l'attuale situazione politica che a Capo d'Orlando vede una separazione netta, effettuata tramite una scure, tra "palazzo e piazza", tra "governanti e governati", tra Amministrazione e cittadini;
• Chi amministra questo Paese da tanto tempo ha delle responsabilità oggettive sulle considerazioni sopraespresse;
• È assolutamente conducente riattivare la funzionalità delle consulte, prevedendo che almeno il 50% di questi organi sia rappresentato da giovani al di sotto dei 35 anni, rendendoli partecipi della vita politico-amministrativa di Capo d'Orlando,

premesso, ritenuto e considerato quanto sopra, si interroga il Sig. Sindaco per sapere se:

1. non ritiene opportuno adoperarsi affinchè tali istituti possano finalmente divenire funzionanti e contribuire in maniera decisiva al progresso della nostra città.

Si richiede, nel rispetto dei tempi stabiliti dal regolamento, risposta scritta ed iscrizione all'Ordine del Giorno del prossimo Consiglio comunale.

Il Sottoscritto Cons. Comunale Carmelo Galipò

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