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Sant'Agata, la maggioranza rinvia l'approvazione del bilancio
Domenica 14 Ottobre 2018 07:40

Minoranza santagataDurante la seduta del Consiglio comunale di ieri, l'Amministrazione ha proposto il rinvio del punto all'ordine del giorno per dare più tempo agli uffici per effettuare una ricognizione dettagliata dei debiti fuori bilancio necessaria ai fini della comunicazione della piano di riequilibrio pluriennale agli organi competenti. Di seguito la nota del consigliere di opposizione Carmelo Sottile

Consiglio comunale del 11/10/2018 :La maggioranza rinvia l'approvazione del Bilancio previsionale 2018/2020 e del Piano di riequilibrio. Dopo l'approvazione da parte del Consiglio comunale dei punti all'ordine del giorno tra cui quello della mozione della minoranza per la protezione ed il ripascimento del litorale santagatese, della proposta di delibera del PAES ,del Piano triennale delle opere pubbliche e di quella dell'interpretazione del regolamento comunale con cui materialmente la maggioranza ha determinato l'eliminazione di un gruppo consiliare con unico componente che per prassi pluridecennale era sempre stato consentito,l'Amministrazione comunale al momento della discussione del bilancio previsionale 2018/2020 ha proposto il rinvio del punto all'ordine del giorno per dare più tempo agli uffici per effettuare una ricognizione dettagliata dei debiti fuori bilancio necessaria ai fini della comunicazione della piano di riequilibrio pluriennale agli organi competenti.
A questo ultimo proposito sembra quantomai approssimativo l'iter procedurale condotto nella stesura di un bilancio previsionale che con toni trionfalistici l'amministrazione era riuscita a chiudere "in tempi record" con l'approvazione in Giunta e la proposizione al Consiglio comunale garantendo servizi ,investimenti e pure la sovvenzione alla Proloco senza minimamente tenere conto che i debiti si dovrebbero ripianare a cominciare dall'esercizio finanziario in corso e non solo da quelli successivi .
Ma i nodi arrivano al pettine con la spada di damocle del commissario ad acta a cui compete vigilare sull'iter del procedimento da approvare entro 30 giorni .
Secondo la logica e la Corte dei Conti sarebbe stato giusto portare i debiti fuori bilancio per il riconoscimento in Consiglio Comunale e quindi prendere atto della mancanza di copertura e subito dopo procedere con il piano di riequilibrio .
È proprio a questo proposito i consiglieri comunali di opposizione, relativamente all'approvazione del bilancio previsionale 2018/2020 ed al ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi dell' art 243/bis dl 267/2000 hanno presentato un documento allegato di seguito e subito dopo si sono allontanati dall 'Aula Consiliare con la dichiarazione della più completa estraneità alla costruzione di una proposta di bilancio previsionale 2018/2020, che si ritiene del tutto irricevibile, al pari della proposta relativa al ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale e dalle quali vengono prese le distanze attraverso la non partecipazione al voto e l'abbandono dell'aula
Sostenendo che :
- "quando si ricorre alla procedura di riequilibrio, qualora non dovessero prefigurarsi i margini per il recupero dell'equilibrio finanziario nei tre anni del bilancio previsionale, nelle more della definizione istruttoria del piano di riequilibrio, non può essere consentito all'Ente di sottostimare o differire l'approvazione dei debiti fuori bilancio già maturati e già emersi, nè di quelli che sopravverrebbero al piano di riequilibrio".
-"il piano di riequilibrio deve essere inteso come uno strumento atto a consentire una traiettoria di copertura e di rientro più agevolata (in un decennio o oltre ) dall'esposizione debitoria, sempre a condizione di acquisire il consenso dei creditori rispetto all'arco di rateizzazione massima in tre anni (compreso l'anno in corso), ordinariamente previsto dal TUEL."
- "il ricorso al piano di risanamento non può costituire il pretesto per omettere di dare piena evidenza in bilancio alla contabilizzazione delle poste passive, desistendo dal loro formale riconoscimento, e quindi via via dal pagamento dei debiti, per il solo fatto che tali poste, ove correttamente e regolarmente registrate in bilancio, andrebbero a ridimensionare gli avanzi di amministrazione, o ad appesantire considerevolmente i disavanzi pregressi, con conseguente forzosa e doverosa contrazione della capacità di spesa".

Di seguito documento integrale presentato dai consiglieri di minoranza consiliare

Approvazione DUP, bilancio previsionale 2018/2020 (con nota integrativa ed allegati al bilancio), ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi dell’ art 243/bis dl 267/2000.

I sottoscritti consiglieri comunali di opposizione, relativamente ai punti all’ordine del giorno di cui sopra, nutrono forti perplessità sulla legittimità delle proposte per come formulate e sottoposte al vaglio del Consiglio Comunale, paventandosi il rischio di portare il Comune al dissesto finanziario. Per tali ragioni, gli scriventi consiglieri, facendo una scelta di coerenza e responsabilità, senza tradire il mandato conferito dai propri elettori, ed “aggrappandosi” esclusivamente al raggiungimento degli interessi collettivi e generali della città, dichiarano la più completa estraneità alla costruzione di una proposta di bilancio previsionale 2018/2020, che si ritiene del tutto irricevibile, al pari della proposta relativa al ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, e dalle quali vengono prese le distanze attraverso la non partecipazione al voto e l’abbandono dell’aula.

Stante la dichiarata massa debitoria, l’amministrazione comunale, nonostante abbia proposto il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, ha omesso, tuttavia, di inserire nel bilancio di previsione 2018/2020 i debiti certi; per cui è stato richiesto proprio il ricorso al riequilibrio finanziario pluriennale o anche al fondo di rotazione.

Un minimo di coscienza e di senso di responsabilità invece, avrebbero imposto al Sindaco ed alla sua Giunta, che dovrebbero amministrare nell’esclusivo interesse della città, di portare al vaglio del Consiglio un bilancio vero ed attendibile, non certo occultando debiti fuori bilancio di importo considerevole.

E invece l’attuale amministrazione propone di approvare un bilancio in cui, tra le altre cose vengono previste spese in conto capitale e correnti financo la copertura finanziaria della convenzione con la Proloco.

Ora, al di là del fatto che potrebbe anche essere giusto il ricorso alla procedura di riequilibrio, qualora non dovessero prefigurarsi i margini per il recupero dell’equilibrio finanziario nei tre anni del bilancio previsionale, gli scriventi ritengono in ogni caso che, nelle more della definizione istruttoria del piano di riequilibrio, non può essere consentito all’Ente di sottostimare o differire l’approvazione dei debiti fuori bilancio già maturati e già emersi, nè di quelli che sopravverrebbero al piano di riequilibrio.

Il piano di riequilibrio, infatti, deve essere inteso come uno strumento atto a consentire una traiettoria di copertura e di rientro più agevolata (in un decennio) dall’esposizione debitoria, sempre a condizione di acquisire il consenso dei creditori rispetto all’arco di rateizzazione massima in tre anni (compreso l’anno in corso), ordinariamente previsto dal TUEL.

Pertanto, a parere dei sottoscritti, il ricorso al piano di risanamento non può costituire il pretesto per omettere di dare piena evidenza in bilancio alla contabilizzazione delle poste passive, desistendo dal loro formale riconoscimento, e quindi via via dal pagamento dei debiti, per il solo fatto che tali poste, ove correttamente e regolarmente registrate in bilancio, andrebbero a ridimensionare gli avanzi di amministrazione, oltre ad appesantire considerevolmente i disavanzi pregressi, con conseguente forzosa e doverosa contrazione della capacità di spesa.

La pendenza della procedura di approvazione del piano - o le continue rimodulazioni o riformulazioni - non può infatti giustificare lo stralcio di poste debitorie certe da imputare al bilancio di un determinato esercizio finanziario, per differirli a quelli successivi attraverso il non tempestivo riconoscimento dei debiti fuori bilancio, adducendo il rinvio ad un programma di risanamento ancora virtuale che a sua volta non potrebbe che prevedere il reperimento della copertura a valere a cominciare dai bilanci dell’esercizio finanziario in corso.

Inoltre l’eccessivo protrarsi dei tempi di perfezionamento e di definitivo assetto del piano di riequilibrio, impatta in termini pregiudizievoli sui diritti di credito di terzi, che, per effetto della sospensione delle procedure esecutive, potrebbero essere compressi per una durata irragionevole.

Coerentemente a tale ultimo orientamento si rinvengono numerose pronunce della Corte dei Conti; su tutte, si richiama l’attenzione alla Deliberazione n. 232/2017/PRSP della Corte dei Conti , sezione controllo per la Regione Sicilia, depositata in data 28.12.2017.

Alla luce di quanto sopra evidenziato, stante l’assoluta mancanza di trasparenza e veridicità del bilancio previsionale 2018/2020, per come approvato dalla Giunta e sottoposto oggi al vaglio del Consiglio, a causa dell’omessa ricognizione debitoria, e sussistendo reali possibilità che l’approvazione delle suddette proposte di deliberazione su bilancio previsionale 2018/2020 e piano di riequilibrio pluriennale possa aprire la strada ad un possibile dissesto finanziario, se non correttamente formulate (come la Corte dei Conti ha avuto modo di sentenziare in diverse pronunce), il gruppo dei consiglieri sottoscritti dichiara di astenersi dal prendere parte ai lavori che riguardano la trattazione dei suddetti punti all’ordine del giorno del consiglio comunale, e di allontanarsi dall’aula, lamentando, anche in questa circostanza, la scarsa considerazione ed il mancato coinvolgimento del consiglio comunale attraverso gli istituti delle commissioni consiliari ed in alternativa della conferenza dei capigruppo nella discussione su argomentazioni di vitale importanza per il nostro Comune.

Alla presente seguirà comunicazione alla Corte dei Conti ed all’ Assessorato agli enti locali.

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