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La regista Emma Dante tra polemiche ed elogi
Sabato 14 Settembre 2013 19:52

PALERMO - Emma Dante, durante la presentazione del suo primo film da regista Via Castellana Bandiera, plupremiato al Festival di Venezia 2013 con la coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile e il premio per la miglior colonna sonora, si lascia andare alla sterile polemica: “Palermo devi essere all’altezza di avermi” per poi correggere il tiro qualche giorno dopo: “È una città che amo: deve diventare meglio di Roma e Milano”. 

di Davide Monastra

Emma Dante, regista di “Via Castellana Bandiera”, presentato in concorso alla 70esima edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2013, in questi giorni sta girando la Sicilia per mostrare ai siciliani, in anteprima nazionale, il suo film, che arriverà nelle sale di tutta Italia dal 19 settembre prossimo. La regista teatrale, prestata per l’occasione al cinema, è stata sommersa dalle polemiche, dopo una dura dichiarazione che non è piaciuta ai palermitani, che si sono sentiti mortificati: "A Palermo sono una disadattata, come peraltro tutti gli artisti della città – ha dichiarato Emma Dante –, in un territorio in cui nessuno fa tesoro dei nostri disagi e delle nostre provocazioni. Non sono stata sicuramente agevolata nella mia carriera artistica dalla classe politica. Aprirò la stagione del teatro Massimo e non so se sarò all'altezza del compito, ma sicuramente Palermo dovrà anche essere all'altezza di avermi". Parole certamente provocatorie quelle della regista, che, lamentando la situazione di costante precarietà degli artisti siciliani, hanno scatenato però l’ira, soprattutto degli abitanti di “Via Castellana Bandiera”. Gli abitanti della zona hanno infatti voluto sottolineare come gli abitanti della via abbiano fatto tutto il possibile per far sì che Emma Dante potesse realizzare al meglio la sua pellicola. In effetti il risultato finale, con un doppio premio al Festival del cinema di Venezia 2013 (Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile e premio per la miglior colonna sonora), dimostra come la regista abbia potuto lavorare, insieme alla sua troupe, nella più totale autonomia, con un intero quartiere resosi disponibile per le riprese, con gli abitanti che hanno anche partecipato attivamente al film, soprattutto nell’ultima collettiva scena finale.

Emma Dante dal canto suo ha voluto subito bloccare le polemiche e non ha voluto che la sua dichiarazione, che altro non voleva essere che una provocazione, diventasse qualcos’altro, rischiando di trasformare il tour per promuovere il film, che ha Venezia ha convinto sia pubblico che critica, in un catino di sterili polemiche. “Non è né presunzione, né delirio di onnipotenza. Io ho scelto di svolgere la mia attività di artista a Palermo e pretendo un livello di professionalità alto – ha dichiarato la regista –. La frase 'Vabbè tanto siamo a Palermo...' con cui spesso si liquida approssimazione e superficialità io non la digerisco. Palermo deve raggiungere un livello artistico talmente alto, da essere meglio di Roma e di Milano. Ne ha tutte le potenzialità. È una città dalle risorse pazzesche, che non sa neanche di avere. È senza retorica una città speciale Certo deve lavorare molto, deve scoprirsi e tirare fuori le sue migliori risorse. Se io ho scelto di vivere qua è sicuramente per questo motivo e, poi, perché la amo”. Insomma alla fine Emma Dante ha voluto dichiarare il suo amore incondizionato nei confronti della città di Palermo e dei palermitani e, in attesa di vederla prima al cinema con “Via Castellana Bandiera e poi nuovamente a teatro dal 18 gennaio 2014 al Teatro Massimo con “Feuersnot (La notte di San Giovanni)” di Richard Strauss, si potrebbe addirittura pensare alla regista come perfetto testimonial per la candidatura di Palermo a capitale della cultura europea, previsto per il 2019.

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