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Treni ed autobus negati ...a chi è in sedia a rotelle
Martedì 16 Ottobre 2012 12:38

Una storia inventata.... o forse...no! E' quasi impossibile, per un disabile, salire sui mezzi pubblici o anche solamente andare per la città. Il racconto di un breve viaggio tra Sant'Agata Militello e Palermo e le difficoltà che deve affrontare una persona sulla sedia a rotelle e che, i più, non "riescono" a vedere. Colpevole discriminazione, disorganizzazione e becero pressapochismo,  indegni di un Paese civile.

di Ugo Conti

Qualsiasi internauta che si rispetti, almeno una volta nella vita si sarà imbattuto in un sito di viaggi, e parecchie volte, nonostante ormai i voli aerei siano sempre più sicuri e convenienti avrà vagliato le offerte dei viaggi in treno,  vuoi per una paura primordiale di stare dentro un autobus con le ali a migliaia di metri di altezza, vuoi per semplice curiosità. 
L'unica certezza è che questo viaggiatore alternativo di certo non sarà un siciliano disabile... Perché? Presto detto! Per chi  non ha mai preso un treno in Sicilia,  di certo questo articolo potrà servire da  guida alla "sopravvivenza" nei pericolosi meandri dei trasporti siciliani.
Nell'Isola infatti,  sembra essere vietato essere portatori di handicap, non è concesso in alcun modo avere una qualsiasi malformazione che non vi permetta di deambulare correttamente. I treni non sono attrezzati per gli handicappati. E nemmeno le stazioni. Provate ad andare alla stazione di Sant'Agata Militello con una sedia a rotelle, anzi meglio, provate a fare un viaggio dalla capitale dei Nebrodi verso Palermo, con la sedia a rotelle, da soli.
Appena arrivati alla stazione santagatese, una delle più importanti del Meridione d'Italia,  quella che dovrebbe essere una delle migliori e più attrezzate del litorale tirrenico, avrete due possibilità per andare sul secondo binario, da dove solitamente partono i treni in direzione Palermo.
La prima è quella di posizionare una rampa e prendere una buona rincorsa per effettuare un salto in lungo degno di Mike Powell che detiene dal 1991 il record del mondo di questa specialità,  purtroppo però, tale sport, per ovvi motivi non viene praticato alle paraolimpiadi.
La seconda possibilità e forse anche la più semplice ( se non siete un disabile sovrappeso ), è quella di trovare un'anima pia disposta a farsi due rampe di scale con un handicappato  appeso al collo, per portarvi attraverso il sottopassaggio e condurvi sul marciapiede del secondo binario. Vi consiglio di tenervi stretta questa persona, vi servirà anche per salire a bordo del treno, sperando sempre che arrivi.
Vi consiglio di non farlo la mattina di lunedì perché pare proprio che a Sant'Agata, di lunedì non passino molti treni, anzi pare che passi un solo "minuetto" che, per chi non lo conoscesse, è un treno di nuovissima generazione, avanzato tecnologicamente, ma anche maledettamente piccolo come è di moda ormai da qualche anno, dalle minigonne agli smartphone. Questo treno lillipuzziano è talmente pieno che non si possono aprire le porte perché cadrebbero tutti i pendolari raccolti nelle stazioni appena passate. A questo punto trenitalia non vi lascerà a piedi, loro sono bravi e hanno preventivato un autobus che vi aspetta dall'altro lato, all'ingresso della stazione. Peccato però che siamo su una sedia a rotelle e dobbiamo rifare il percorso giù e su per le scale appesi al collo della stessa anima pia di prima se questa non è scesa a qualche stazione precedente. Nel qual caso dovremmo trovare un altro Buon samaritano.
Se dopo questa serie di peripezie siete ancora convinti di voler andare a Palermo e riuscite in qualche modo a salire sul treno, allora siete dei disabili testardi e ve ne pentirete presto.
Appena arrivati a Palermo noterete immediatamente che nemmeno il capoluogo siciliano è attrezzato per accogliere degli ospiti indesiderati come voi. Uscire dalla stazione è un'impresa tanto difficile quanto pericolosa per un disabile. Intanto dovrete tuffarvi dal treno per scendere e se, una volta al suolo, riuscirete ad alzarvi potrete dirigervi verso l'uscita dove una serie di taxi e auto in doppia fila vi impediranno di vedere chi giunge da sinistra, ma se avrete fortuna e se siete stati dei bravi giocatori di "frog", un giochino anni 80 che consisteva nel fare attraversare la strada ad una rana senza farsi schiacciare da un'auto in corsa, allora attraverserete la strada per posizionarvi su un marciapiede strettissimo e stracolmo di gente ad attendere un bus.
Come prima avete due possibilità per raggiungere il centro di Palermo.
La prima è quella di utilizzare gli autobus, cosa che vi sconsiglio caldamente per la miriade di gente che li affolla e per la solita difficoltà a salirci a bordo. La seconda, se avete spirito di avventura è quella di iniziare a roteare le mani sulle rotelle e dare fondo a tutte le energie.
Il primo ostacolo sarà la rotonda, dopo c'è via Roma.
Percorrere la bolgia di via Roma tra le migliaia di macchine, cavalli, carretti siciliani e autobus sarà un'impresa ed è quasi impossibile arrivare incolumi a vedere almeno il teatro Massimo, la cappella Palatina, la Cattedrale e qualche altra meraviglia di Palermo. Dopo aver scavalcato le macchine sui marciapiedi, evitato un incidente ad ogni incrocio ed aver faticato per almeno un'ora solo per arrivare di fronte al teatro Massimo, forse ne avrete già le scatole piene della Città, forse vi sentirete umiliati abbastanza dalla mancanza di rispetto che vi riservano le istituzioni e noi tutti cittadini per così dire "normali", ma purtroppo questa è Palermo e la Sicilia e quei bravi siciliani tanto ospitali sono solo un'illusione o un' eccezione di cui parlano pochi turisti.
Adesso non vi resta riprendere il viaggio a ritroso per poter tornare a casa con un unico dubbio, una sola preoccupante incertezza: ci sarà qualcuno che vi farà scendere dal treno ed attraversare i binari? "La domanda da porsi è questa: che cosa può fare un disabile per la collettività in cui vive? È una domanda rivoluzionaria, un cambio drastico di cultura e immagine".

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