Ato Messina1 Rifiuti, 18 avvisi di garanzia

La Procura della Repubblica di Patti, a conclusione delle indagini nell'ambito di un'inchiesta sull'attività dell'Ato rifiuti tra il 2005 ed il 2008, ha notificato 18 avvisi di garanzia a carico di componenti del Consiglio di Amministrazione dell'Ente e di imprese incaricate di svolgere il servizio di raccolta rifiuti. (Nella foto a destra: l'ex presidente dell'Ato Messina1, l'avvocato di Capo d'Orlando, Laura Trifilò)

A pochi giorni dalla cessazione degli Ato rifiuti in tutta la Sicilia avvenuta il 30 settembre, la Procura della Repubblica di Patti ha concluso le indagini relativamente ad un'inchiesta avviata negli anni scorsi e che ha riguardato l'attività nel periodo tra il 2005 ed il 2008. Nell'occhio del ciclone l'Ato Messina 1 che ha gestito, dalla costituzione nel 2003 e fino appunto a qualche giorno addietro, la raccolta dei rifiuti nel territorio di 33 comuni dei Nebrodi, con Sant'Agata Militello capofila. Gli avvisi di garanzia, hanno raggiunto oltre agli Amministratori dell'Ato 1 anche i vertici delle ditte che componevano la società consortile Nebrodi Ambiente costituita da Cns di Bologna, Fasteco, Messina Ambiente ed Enia, che si occupavano della gestione del servizio di raccolta. Secondo la Procura pattese gli indagati avrebbero raggirato le norme sulla gestione e lo smaltimento dei rifiuti, attraverso appalti ad imprese che non possedevano i requisiti previsti dalla legge. In particolare Gli avvisi di garanzia sono stati notificati a:

Laura Trifilò, ex presidente Ato 1;
Carlo Gullotti, ex amministratore delegato Ato 1;
Sergio Filippi, amministratore delegato Nebrodi Ambiente;
Antonino Paterniti, presidente Nebrodi Ambiente e direttore tecnico Multiecoplast;
Giulio Randazzo, presidente Multiecoplast;
Adriana Lenzo, presidente di Fasteco;
Luca Fiasconaro, direttore tecnico Multiecoplast;
Alberto Ferri, presidente della Cns di Bologna;
Andrea Allodi e Ivan Strozzi, della Enia spa;
Antonio Dalmazio, amministrazione giudiziario Messina Ambiente;
Luigi Verzelloni, presidente Trans coop;
Antonino Onofaro, titolare di una ditta individuale, con sede a Naso, affidataria del servizio;
Marianna Bruno e Andrea Paterniti ex presidenti della cooperativa “Il Pellicano”;
Rosario Condipodero Marchetta, presidente ORM;
Luca Lanza Cariccio, presidente Coo.Tur.;
Ernesto Casella, Multiecoplast.

In particolare, ai componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Ato 1, viene contestata l’autorizzazione all’organizzazione dell’ufficio formulari e la tenuta di registri, presso un centro provvisorio nei locali della sede legale della Multiecoplast ed il conferimento presso i centri raccolta di Sant'Agata Militello e Mistretta che risultavano privi di autorizzazione. Contestata anche l’omissione di ogni attività di controllo sulla gestione del servizio.

Nel fascicolo dell’indagine sono finite anche numerose aree ecologiche, ad Acquedolci, Ficarra, Longi, Mirto, Raccuja, Sinagra e Tortorici, nelle quali sarebbero finiti anche rifiuti speciali pericolosi. Ai rappresentanti delle ditte si contesta invece l’allestimento di un sistema per la gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti ed il mancato adempimento di numerosi obblighi di contratto.

 

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