Priebke è morto, chiudiamo il sipario

Muore a Roma, alla veneranda età di 100 anni, un ufficiale nazista e la notizia rimbalza a tutto spiano nei palinsesti dei telegiornali nazionali accanto a notizie di ben altra portata. Ci siamo disinteressati per anni delle centinaia di profughi annegati nel Mare Nostrum e adesso, che finalmente i governi europei iniziano a porsi il problema di come far fronte a questa tragedia, la morte di uno dei carnefici delle Fosse Ardeatine diventa motivo d'interesse pubblico?

di Linda Liotta

Questo parallelismo è nato spontaneo. E' bastato seguire le notizie dei telegiornali nel fine settimana appena trascorso, per imbattermi in questa enorme incongruenza del nostro tempo. La morte di un boia con tutte le problematiche logistiche che ne conseguono non possono e non dovrebbero distogliere i politici dall'affrontare urgenze più meritevoli di attenzione. E più quel boia è ancora un simbolo per i gruppi di naziskin, presenti sul territorio, e meno visibilità dovrebbe avere la notizia della sua morte. E più quel boia è stato causa di dolore per i familiari delle 335 vittime delle "Fosse Ardeatine" e meno riflettori andrebbero accesi circa il luogo della tumulazione e argomenti simili. Dare una degna sepoltura è segno di civiltà e non la si nega a nessuno. Dargli un saluto, religioso o no, e analizzare questioni riguardanti le incombenze funerarie non è la medesima cosa e comunque non dovrebbe essere oggetto d'interesse pubblico. Siamo, ancora oggi, una nazione a lutto per le centinaia di persone che, provenienti dal continente africano dilaniato da guerre civili, ogni giorno annegano nel Canale di Sicilia o a pochi chilometri dalla costa meridionale d'Europa, nell'isola di Lampedusa. Mi si potrebbe obiettare che a tanti italiani la notizia della morte di un ufficiale tedesco interessi eccome perchè porta con sè il ricordo di altre tragedie e di un olocausto di cui si vuol tenere vivo il ricordo. Ma non è dibattendo sulla sepoltura di un vecchio che si commemorano le vittime di guerra. Tenere distinti i piani, dare una giusta rilevanza agli eventi, soppesare le conseguenze di una divulgazione eccessiva forse sarebbero dei presupposti validi per evitare che un simbolo di morte faccia parlare di sè anche da morto.

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