Villa Piccolo, una Fondazione…due presidenti!

Una “querelle” senza precedenti. Un gioco delle parti che avrebbe certamente divertito Lucio, Casimiro e Agata, per non parlare del cugino Giuseppe…  Sabato l'annuncio della nomina del nuovo presidente della fondazione Piccolo di Calanovella nella persona del costituzionalista Giuseppe Benedetto,  poche ore dopo la precisazione del “vecchio” presidente Carmelo Romeo, che si definisce "legittimo presidente dell'ente" (Nella foto: il professore Romeo con l'ex presidente della Provincia Nanni Ricevuto, il segretario della Fondazione, Germanà e l'assessore provinciale Mangano)

di  Marina Romeo

Una dichiarazione clamorosa e inattesa come una folgore che ribalta le certezze delle persone affezionate alle sorti dell'istituzione culturale. In una nota, Carmelo Romeo si definisce "legittimo presidente dell'ente" e bolla le vicende che hanno portato alla sua sostituzione come "arbitrarie ed illegittime".

Un colpo di scena in piena regola, con la Fondazione in un grottesco imbarazzo gerarchico, che vede al vertice due presidenti, uno dei quali sicuramente di troppo, e che espone l'istituzione intanto ad una figuraccia e in seguito ad una inevitabile e logorante guerra di successione, proprio nel momento di maggiore difficoltà nella storia della Fondazione. 

Ma per meglio cogliere la portata della spaccatura è opportuno leggere la nota del professore Carmelo Romeo. "Alcuni organi di stampa e giornali on line locali riportano la notizia circa un presunto cambio al vertice della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella. Nella mia qualità di legittimo Presidente dell’Ente tengo a precisare che il Consiglio di Amministrazione, da me presieduto, svoltosi in data 09 ottobre u.s., non ha deliberato né la sostituzione di due Consiglieri dimissionari né la nomina di un nuovo Presidente. Si deve all’iniziativa arbitraria, e illegittima degli altri due Consiglieri rimasti, non rappresentativi di una valida maggioranza, se sono stati verosimilmente assunti atti deliberativi di qualsivoglia natura irrituali ed illegittimi. Detti Consiglieri si sono resi responsabili di una palese e grave responsabilità agendo in violazione delle norme statutarie della Fondazione. Il loro operato non può che configurarsi come un autentico colpo di mano. Chi antepone le ragioni di un presunto potere in un contesto culturale e segue il metodo della prevaricazione per realizzare i propri disegni e fortune personali non difende le ragioni dell’Ente. Il comportamento dei due Consiglieri, che si sono posti al di là del dettato statutario della Fondazione, non è certo il riflesso del luogo in cui questa farsesca vicenda è avvenuta. Villa Piccolo, Fondazione culturale e Ente Morale, non merita simili spettacoli, che incrinano la sua immagine; deve essere piuttosto difesa con altro spirto ed intendimenti. Stupisce, pertanto, che l’Avv. Giuseppe Benedetto, apprezzato per la sua competenza professionale e per i suoi incarichi pubblici, si sia fatto trascinare in una avventura dai contorni poco trasparenti".

La parola passa ora all'avvocato Benedetto e soprattutto alle istituzioni, a cominciare dal sindaco di Capo d'Orlando, Enzo Sindoni, che sabato era sembrato il sostenitore più convinto del nuovo corso.

 

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