Esclusiva, decaduto il vicesindaco di Militello Rosmarino Nino Tomasi

Rigettato un altro ricorso contro il sindaco Salvatore Riotta.

Il tribunale di Patti in composizione collegiale (Presidente Alacqua; relatore Russo Femminella, giudice Peluso) ha dichiarato la decadenza dell’assessore del Comune di Militello Rosmarino, Antonino Tomasi.

Il provvedimento scaturisce da un esposto presentato nei mesi scorsi da Domenico Giardinieri quale elettore del piccolo centro nebroideo. Secondo l’esposto Tomasi è titolare di un laboratorio di analisi chimiche a Rocca di Capri Leone e convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale – Asp di Messina.

Il ricorrente chiese al Tribunale di accertare e dichiarare l’ineleggibilità, l’incompatibilità e l’incandidabilità del Tomasi che, a giugno 2018, era stato eletto consigliere comunale e successivamente nominato dal sindaco, Assessore e vicesindaco dell’Amministrazione.

Il Tomasi, di dimise dalla carica di consigliere comunale solo il 16 maggio scorso, dieci giorni dopo la notifica del ricorso e quindi versava nella condizione di ineleggibilità al Consiglio comunale e di incompatibilità alla carica di assessore-vicesindaco.

Secondo il tribunale quindi il “caso” di Tomasi i cui avvocati hanno anche sollevato la questione di legittimità costituzionale, rientra tra quelli indicati nella Legge regionale N. 31 dell’86.

Il tribunale quindi dopo l’ultima udienza del 21 ottobre scorso, ha emesso l’ordinanza con cui “dichiara cessata la materia del contendere in ordine alla decadenza dalla carica di consigliere comunale (perchè si era dimesso) ma ha dichiarato la decadenza dalla carica di assessore-vicesindaco.

Il tribunale ha compensato per la metà le spese di lite ed inoltre ordinato la condanna del Tomasi al pagamento a favore del ricorrente della restante metà  liquidata in € 962,00 per compensi, oltre spese generali (7,5%), IVA e CPA come per legge ed ordinato la trasmissione di copia dell’ordinanza al sindaco del Comune di Militello Rosmarino per la pubblicazione del dispositivo nell’albo dell’ente.

Appena qualche giorno addieto il Tribunale civile di Patti aveva respinto un altro ricorso sempre di Domenico Giardinieri che chiedeva la decadenza del sindaco Salvatore Riotta destinatario di un  ordine di demolizione, per un’abitazione ricevuta in eredità dal padre defunto nel 2013.

Dai sopralluoghi effettuati emersero presunti abusi nelle opere edilizie riguardanti la realizzazione di un bagno, la variazione d’uso di un seminterrato e difformità nella copertura. Secondo il ricorso, tale situazione avrebbe determinato una condizione di incompatibilità di Riotta dalla carica di primo cittadino. Il collegio giudicante pattese  presieduto da Concetta Alacqua e composto dai giudici  Rosalia Russo Femminella e Maria Letizia Calì  hanno però evidenziato: “Come lo stato di incompatibilità sussista in caso di lite pendente, ossia nel caso in cui risulti essere parte, in un procedimento civile o amministrativo con l’ente”. Peranto il ricorso è stato rigettato, riotta resta in carcia ed il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.