Tutto pronto per la Festa di San Martino

L’autunno è una stagione ricca di odori e sapori. Le giornate si accorciano, l’aria è più fresca, si cerca il calore del focolare, degustando le prelibatezze che questa ricca stagione ci offre, soprattutto castagne e vino nuovo. Seguendo la vecchia tradizione le tavole dei contadini nelle cantine vengono imbandite con castagne fumanti, nocciole, zucche, marroni, cachi, uva e mele.

L’aria è densa di profumi antichi, così come ci ricorda la famosissima poesia del grande poeta Carducci, dedicata al giorno di San Martino e alla tradizione dell’assaggio del vino nuovo con il ”ribollir dei tini” dell’uva ormai in fermentazione.

Il tempo scorre più lento, ci si prende un attimo di riposo dalla vita frenetica quotidiana e si sorride, al calar della sera, ai momenti di convivio, anche come forma di ringraziamento a quanti durante la vendemmia hanno lavorato per la raccolta dell’uva. Una meritata festa che ci si concede sollevati e felici dopo le fatiche di un anno.

E’ la natura che prima del lungo e freddo inverno ci coccola con colori tenui e sapori dolci, e anche regalandoci dei giorni più miti. Infatti agli inizi di novembre, spesso, la temperatura è stranamente più mite, c’è il sole, come, appunto, una specie d’estate, a significare la chiusura della bella stagione e l’inizio dell’inverno subito dopo l’11, quando la neve, poi, potrebbe arrivare da un momento all’altro. E’ la cosiddetta ”Estate di San Martino”, il soldato romano di Tours che, nonostante il freddo, regalò il proprio caldo mantello a due mendicanti infreddoliti e Dio lo premiò subito dopo facendo spuntare il sole e la temperatura si fece più mite. L’autunno ci offre riflessioni più profonde quali rispettare anche nei piccoli gesti quotidiani la natura, con il suo sacro e immutato ciclo, e riscoprire le tradizioni, quelle dei nostri nonni e bisnonni, quella saggezza popolare di un tempo, per conservare le proprie radici e quindi la propria identità sociale. Solleviamo tutti insieme il bicchiere del vino novello : ”Alla salute!”.

Giuseppe Mesi