Ambulanze 118, a rischio servizio medici a bordo

Ha provocato perplessità e polemiche tra gli operatori, la direttiva de direttore dell’Azienda provinciale sanitaria di Messina, La Paglia ed inviata a tutti i distretti sanitari della provincia di ridurre le ore di servizio dei medici da 38 ore settimanali a 30 ore.

Il provvedimento scatterebbe dall’1 dicembre prossimo. La direttiva che sarebbe stata presa in ottica di una riduzione delle spese del Servizio sanitario, prevede che tutti i medici del 118 dovranno svolgere esclusivamente 38 ore settimanali, osservare il fermo di 12 ore di riposo e non dovranno più dare manforte nei pronto soccorsi degli ospedali.

“Una scelta che ha dell’inverosimile – dice uno dei medici in forza nei servizi di emergenza, il dottore Salvo Campione  – rispettare le disposizioni inviate dal direttore sanitario significa non riuscire più a coprire tutti i turni con i medici sulle ambulanze. A Barcellona, per fare un esempio, questo provvedimento significa che saranno coperti dai medici solo 28 turni su 60. Inspiegabilmente si torna su una delle battaglie di civiltà che erano state vinte, cioè la presenza sempre di un medico a bordo. Una presenza che in questi anni ha fatto diventare Messina la seconda provincia d’Italia per prevenzione all’ictus e all’infarto perché solo un medico può fare una diagnosi di questo tipo e indirizzare subito il paziente nell’ospedale giusto”.

La disposizione invece prevede che l’ambulanza possa uscire anche senza il medico se quest’ultimo ha completato il turno e impone di portare l’eventuale paziente al pronto soccorso più vicino. In pratica,  se arriva la chiamata di un infartuato, questi verrebbe trasportato al Pronto soccorso dell’ospedale più vicino   mentre l’unico ospedale della zona tirrenica che lo può aiutare in caso di infarto è quello di Patti. Minuti preziosi che si sprecano mettendo così a rischio la vita delle persone. Il provvedimento infatti si innesta in un contesto di carenze di organico già più volte segnalato e riconosciuto dallo stesso La Paglia.

Una decisione che aggrava una situazione già critica. Sono infatti 36 i posti di medico vuoti nel 118, praticamente il 20 per cento in meno della forza lavoro prevista. Insomma una vicenda che sicuramente non sarà risolta facilmente ed il dibattito è già aperto.