Chiusura tribunale, a Mistretta e’ sciopero generale

MISTRETTA – Su palazzo Mastrogiovanni Tasca sventola bandiera bianca. Lo Stato si ritira da Mistretta in punta di piedi. Prima la chiusura del punto nascita, ora l'abolizione del tribunale, presto lo smantellamento della casa circondariale.

di Marina Romeo

Un abbandono progressivo ma implacabile, i mistrettesi adesso dicono basta. Una manifestazione ha assediato oggi il palazzo di giustizia, il pretesto è stato l'annunciata sottrazione dei faldoni processuali dagli uffici verso quelli di Patti. Una protesta convocata con il tam tam in poche ore, avviata dagli abitanti del luogo insieme ad altri provenienti dai paesi limitrofi. Una pacifica e nutrita inrurrezione di popolo e di istituzioni: in prima fila i sindaci di Pettineo, Castel di Lucio, Tusa, Reitano, S.Stefano di Camastra, Caronia, Capizzi e Nicosia. Tutti insieme protestano compatti contro la chiusura dei tribunali di Nicosia e Mistretta e delle sezioni staccate di Sant'Agata Militello e di Cefalù. Sentiamo il parere del sindaco padrone di casa, Iano Antoci: "Non si presta ascolto ai cittadini del territorio e neanche alle iniziative di ben sessanta tra deputati e senatori che hanno chiesto di differire la chiusura dei presidi giudiziari per poter valutare più attentamente la questione. Così facendo si lascia scoperto un territorio vastissimo che parte da Termini Imerese a Patti e Enna, lasciando campo libero alla criminalità organizzata."Di seguito l'opinione del primo cittadino di Tusa, Angelo Tudisca: "Personalmente ritengo che l'unica soluzione per farci prestare ascolto nei palazzi totalitari romani, è quella di occupare autostrade e ferrovie. Solo così si potranno sensibilizzare la popolazione di tutti i territori coinvolti. Spero che domani i miei colleghi sindaci ascoltando il mio grido d'allarme si decidano ad occupare l'autostrada ed in seconda battuta ciascuno di noi dovrenne consegnare la propria fascia tricolore al presidente Crocetta in segno di protesta."Il tribunale di Mistretta resterà quindi presidiato dai manifestanti a tempo indeterminato, nuove e diverse forme di protesta saranno messe in atto, da coloro che con coraggio rifiutano la chiusura del tribunale che rappresenterebbe un colpo mortale per i cittadini di Mistretta ma anche di tutto il comprensorio.     

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