La Costa Concordia potrebbe arrivare a Palermo

Questa mattina la nave da crociera Costa Concordia, naufragata all’isola del Giglio il 13 gennaio 2012, è tornata a galleggiare: in primavera, dopo tutte le verifiche, potrebbe navigare con destinazione i cantieri navali di Palermo.

di Davide Monastra

L’impresa titanica di ruotare la nave da crociera Costa Concordia, affondata il 13 gennaio 2012 all’isola del Giglio, è stata portata a termine. Questa mattina intorno alle 4, dopo un lavoro durato 19 ore, il gigante, il cui naufragio è costato la vita a 32 persone, rimasto per 610 adagiato su di un fianco in fondo al mare, è tornato a galleggiare. Adesso la nave si trova finalmente raddrizzata, poggiata su un falso fondale a circa 30 metri di profondità. Le operazioni di parbuckling, per riportare in assetto verticale la Costa Concordia, ideato da undici esperti guidati da Nick Sloane, hanno coinvolto oltre 500 persone che hanno lavorato incessantemente per far sì che tutto si svolgesse nei tempi concordati e senza errori. L’evento è seguito da ieri in diretta da tutte le televisioni nazionali ed internazionali, con i giornalisti giunti sull’isola del Giglio per monitorare minuto per minuto le fasi di raddrizzamento della nave; inoltre milioni di tweet da parte degli utenti di tutto il mondo hanno intasato ieri il social network twitter.

Anche se la parte più delicata è stata portata a termine, la politica italiana adesso si interroga sul destino prossimo del relitto. La Costa Concordia non può più rimanere al Giglio e deve trovare una nuova casa. All’inizio l’ipotesi più probabile sembrava essere quella di uno spostamento repentino nel porto di Piombino, anche se pare che la città toscana non sia adeguata e soprattutto attrezzata per ospitare una nave di oltre 300 metri. E quindi si è aperto proprio in queste ore un nuovo scenario, anticipato laconicamente da una dichiarazione del sindaco di Palermo Leoluca Orlando: “Pare che finalmente stia prevalendo il buon senso. L’ipotesi di portare la Costa Concordia a Piombino, dovendo prima realizzare l’impianto necessario per consentire l’intervento sulla nave, era l’esempio eclatante di un’azione campanilistica senza nessun pregio. Noi abbiamo detto, ripetuto e ricordato che i cantieri navali di Palermo hanno tutto quello che occorre per iniziare a lavorare domani mattina sulla Costa Concordia”.

Mentre a Piombino si sarebbe dovuto realizzare un impianto che accogliesse la nave, con un aumento dei costi di rimozione di oltre 300 milioni di euro, la città di Palermo e i bacini della Fincantieri sarebbero il posto migliore per ricevere il relitto, dato che già in passato hanno accolto navi di queste dimensioni. Ovviamente ancora è troppo presto per prendere una decisione definitiva, perché la Costa Concordia, anche se ormai in posizione verticale, non può ancora prendere il largo: prima occorre verificare l’agibilità della nave e i danni permanenti provocati dal naufragio e dalla prolungata permanenza in mare.

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