L’economista Gianfranco Cottone presenta il saggio The uman touch

SANT'AGATA MILITELLO – Manifestazione al Castello Callego.

Il professore Gianfranco Cottone ha presentato al castello Gallego, il saggio The uman touch. In verità trattandosi di un testo economico il timore di vedere grafici incomprensibili, di rievocare appannati ricordi, di confondere la legge di Say con il moltiplicatore di Keynes, si è dimostrato infondato. L'autore ha avuto il merito di rendere cristallini concetti, che senza il suo intervento, avrebbero ricordato lo studio degli ideogrammi cinesi.

L'analisi della situazione economica del nostro Paese è agghiacciante: il prodotto interno lordo pro capite cala inesorabilmente, il costo del lavoro continua a crescere ma i salari diminuiscono, il reddito disponibile per le famiglie si assottiglia, il prelievo dello stato e la spesa della pubblica amministrazione volano alle stelle.

Dagli anni novanta la nostra classe politica  evitando le riforme per affrontare i veri nodi strutturali, imponendoci una tassazione insostenibile e continuando a far decollare la spesa pubblica, ha spinto L'Italia verso il baratro. Cottone ci spiega dati alla mano quanto lo stato sia stato uno svantaggio per lo sviluppo della nostra penisola: sprechi, alti costi, bassa produttività, spesa inefficiente, inefficace e dispersiva.

Questo sistema infernale sarebbe funzionale al mantenimento del potere da parte delle forze politiche che si sono succedute nel corso della seconda repubblica. Infatti cambiano gli schieramenti ma mai la musica, che ormai è diventata un requiem per i cittadini. Il debito pubblico  aumenta con la sinistra, con la destra e addirittura schizza con i governi tecnici. Berlusconi presidente del consiglio per la prima volta accumula in 252 giorni 73 miliardi di euro di debito pubblico. Dini durante i 486 girni accantona ben 100,7 miliardi di euro di debito. Tocca alla sinistra di Prodi nei 887 giorni aumentare il debito di 86 miliardi di euro.

Così di seguito tutti i governi sono stati disastrosi,  ma l'Oscar del peggiore va consegnato a Monti che credendosi Quintino Sella, attua una politica disastrosa di rigore aumentando con sadismo il prelievo fiscale e colpo di scena in soli 520 aumenta il debito pubblico di 128,4 milioni di euro. Quindi gli slogan pagare tutti per pagare di meno o ancor meglio sacrifichiamoci per sanare il debito, sono falsi. Non semplici bugie ma balle spaziali. L'economista pattese però in questo quadro desolante mostra alla platea un barlume di luce.

Presentando un progetto per uno sviluppo territoriale che non prevede alcun coinvolgimento di istituzioni pubbliche e quindi della classe politica. Un modello che non chiede nulla allo stato e che non incide nemmeno per un centesimo sulla spesa pubblica, uno schema che incentiva la creazione di un processo che si genera da solo, in cui tutti traggono benefici e che quindi hanno interesse ad incentivare.

Un modello in cui "all we earn" come dicono gli inglesi tranne la classe politica. L'autore continuerà a presentare il saggio a Brolo prima e a Patti dopo, per spostarsi successivamente presso le più prestigiose università e centri di ricerca d'eccellenza internazionali. 

Marina Romeo

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