Liberi Consorzi e Città Metropolitane, convegno a Capo d’Orlando

Chiara CorriasSi è svolto , il 18 settembre a Villa Piccolo di Calanovella, un interessante convegno politico sul tema Liberi Consorzi e Città Metropolitane, tra gli intervenuti: Antonello Cracolici, Giuseppe Lumia e l’orlandina Chiara Corrias, socio fondatore del nuovo partito Progetto Sicilia. (Nella foto Chiara Corrias).
di Francesca Alascia

Chiara Corrias laureata in giurisprudenza, nipote di Guglielmo Iozzia, segretario generale al Campidoglio ed autore del testo: “L’ordinamento giuridico degli enti locali”, interviene durante un dibattito al quale sono presenti onorevoli e noti esponenti del PD. La Corrias afferma: “Aver sostituito le vecchie province con città metropolitane non cambia il risultato, la Sicilia negli ultimi 8 anni ha perso 400 mila posti di lavoro di cui 100 mila nella sola provincia del messinese. Questo dato costituisce un’ emergenza sociale, ma soprattutto istituzionale. La regione siciliana deve risolvere la questione e non i privati, poichè con l’irap al 5% ed il costo elevatissimo dei tassi d’interesse di accesso ai crediti bancari, solo un folle potrebbe investire in Sicilia. L’unica soluzione è il lavoro. In Sicilia le opere incompiute sono 215, trovando le risorse si potrebbero impiegare ben 250 mila lavoratori. Affinchè ciò si possa realizzare sarebbe necessario un piano di emissione di obbligazioni di euro 6 miliardi l’anno per 5 anni. A questi 30 miliardi si dovrebbero aggiungere i fondi europei, che altrimenti andrebbero persi. Si tratterebbe di obbligazioni settennali rivolte solo ai siciliani remunerate al doppio. In tal modo, la regione, dopo 7 anni, non solo potrebbe rimborsare il doppio ma avrebbe anche una rendita finanziaria calcolata in circa 1 miliardo e mezzo. I 250 mila posti di lavoro così creati produrrebbero un gettito di maggior entrate alle casse della regione di circa 3 miliardi e 300 milioni. Inoltre Progetto Sicilia mira all’introduzione di un reddito sociale alle famiglie disagiate attraverso un sistema di moneta complementare detto”Grano”, con il quale si ricaverebbe circa un altro miliardo di maggiori entrate. Questi dati sono frutto di calcoli ben precisi, non semplici previsioni ottimistiche. Si tratta di un progetto perfettamente legale attuabile secondo quanto disposto dall’art. 41 dello statuto della regione siciliana, che attribuisce facoltà di emettere prestiti interni, nonché dall’ art. 2412 del codice civile, che ne determina i limiti”.

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