La Sicilia deve riappropriarsi della sua autonomia

L’Opinione di Salvatore Vernaci

La SICILIA deve uscire dalla sudditanza psicologica nei riguardi del Governo Centrale. E’ arrivato il momento che la Sicilia deve smettere di accontentarsi dell’autonomia parlata e pretenda o si appropri della sua AUTONOMIA reale. Il 20 aprile 1947, quando in Sicilia si stava per eleggere la prima Assemblea regionale, il Giornale di Sicilia pubblicava un trafiletto dal titolo significativo: “Un gesto di ribellione del Presidente della Val d’Aosta: ROMA, 5 aprile -” il Governo De Gasperi è preoccupato per un gesto di «ribellione» compiuto dal Presidente del Consiglio della Val d’Aosta. Questi tempo fa aveva autorizzato l’apertura di una casa da gioco nel pittoresco Comune di Saint Vincent. Ma il Ministero dell’Interno interveniva e invitava con un telegramma il Presidente della Valle a soprassedere a qualsiasi iniziativa del genere, perché si trattava di un abuso di potere, in quanto, a norma delle leggi vigenti, su tutto il territorio italiano la facoltà di autorizzare o meno l’apertura di case da gioco è riservata alle autorità centrali dello Stato. Il Presidente della Val d’Aosta non è stato dello stesso avviso del Governo, perché, non solo non ha revocato l’autorizzazione, che ha dato, ma ha inaugurato personalmente il casinò, tutt’ora attivo e mai chiuso”, mentre in Sicilia, Taormina aspetta la manna dello Stato. Si svegli la Politica, si ripristini l’ALTA CORTE, mai abolita, perché per abolirla ci vuole una legge di revisione costituzionale, che non c’è mai stata. – L’Assemblea Regionale, il Presidente della Regione, i Rappresentanti Politici Siciliani, approfittando di questa impugnativa della legge sulle Città Metropolitane e Liberi consorzi, dovrebbero battersi contro l’intromissione del Governo centrale nel suo potere legislativo, con il Commissario di Stato prima, con il Governo oggi. Pur non condividendo la legge sui Liberi Consorzi e Città Metropolitane, i Governanti della Sicilia dovrebbero dare una palese dimostrazione di avere i “maroni” e di credere e tutelare l’Autonomia Siciliana: Devono andare avanti, resistere davanti alla Corte Costituzionale ed andare alle elezioni, già fissate per il 29 novembre 2015, anche nelle more della sentenza della Corte Costituzionale. Diamo una palese dimostrazione che siamo una Regione a Statuto Speciale.

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