Scongiurata la chiusura dell’ospedale Piemonte?

piemonteUn’altra giornata di presunta normalità. Solite file, solite attese, solito servizio fornito dal pronto soccorso dell’ospedale Piemonte. L’incubo della chiusura sembra per ora è scongiurato, ma l’illusione potrebbe durare solo una settimana.

A decidere la prosecuzione dell’attività il direttore dell’azienda Papardo-Piemonte Michele Vullo, che ha chiesto ai primari di aiutarlo a valutare tempestivamente le eventuali criticità sulla gestione del personale. Il manager, al centro di feroci polemiche, ha spiegato di dover affrontare una nuova esigenza, prevista dalla legge 161 sui riposi di medici e infermieri. Proprio per garantire la turnazione e in adempimento della disposizione che prevede l’eliminazione dei doppioni all’interno delle stesse aziende, Vullo aveva valutato l’accorpamento del pronto soccorso del Piemonte con quello del Papardo, finendo nel mirino del comitato “Salviamo l’ospedale Piemonte”, che ne aveva chiesto la destituzione. Nessun accanimento contro il nosocomio di viale Europa – ribatte Vullo – solo l’intento di rispettare la legge. Ci sono da evitare le pesanti sanzioni previste per le aziende che non garantiscono i riposi. Il manager ha spiegato di avere a che fare con la sindrome della coperta corta: in servizio attualmente nelle due strutture ci sono otto medici al Piemonte e 7 al Papardo a fronte di un organico che prevede il doppio delle unità.. Finora senza risposta una richiesta avanzata alla Regione per l’assunzione urgente di sette medici. Proprio la Regione sembra a questo punto la principale responsabile dell’incertezza intorno alle sorti dell’ospedale. Ancora non sono stati perfezionati gli adempimenti, soprattutto di ordine finanziario, relativi alla legge del sette ottobre che prevede l’accorpamento del Piemonte con l’Irccs Bonino Pulejo, unica ancora di salvezza per la storica struttura.
Marina Romeo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *