Pubblica Amministrazione, riparte la protesta dei precari

cisl fp logoI precari della Pubblica Amministrazione rischiano il posto di lavoro ed i Comuni del Messinese di dover chiudere le porte dei Municipi. Per la Cisl Funzione pubblica: Governi regionale e Nazionale irresponsabili e negligenti. Il 13 settembre ripartono le proteste del sindacato sotto Palazzo dei Normanni a Palermo.

Ripartono le azioni di protesta dei precari della Pubblica Amministrazione e del sindacato contro i Governi regionale e nazionale per la definizione dei percorsi certi per la fuoriuscita dallo stato di precarietà dei lavoratori a tempo determinato, «ostaggio della politica e delle amministrazioni». «Il 31 dicembre è alle porte – spiega il segretario provinciale della Cisl Fp, Calogero Emanuele – e si ripresenta la drammatica situazione dei precari che, oltre a non avere un futuro certo e stabile, rischiano questa volta di perdere il posto di lavoro per l’irresponsabile atteggiamento dei Governi regionale e nazionale, che ancora una volta dimostrano scarso e falso interesse, pressapochismo, interponendo interessi politico-clientelari finalizzati solo ad assicurarsi la poltrona».
E i Comuni del messinese, dal 31 dicembre, rischiano di chiudere le porte dei Municipi per la mancanza di quel personale al quale oggi si sopperisce con i lavoratori precari dopo la diminuzione della forza lavoro a tempo indeterminato a causa di pensionamenti e dismissione dei servizi.
«È urgente – sottolinea Calogero Emanuele – la riconvocazione della cabina di regia regionale portando al tavolo, oltre che sindacati e Anci, anche i rappresentanti del Governo nazionale per definire la soluzione dell’annosa vicenda e per non mettere a rischio il funzionamento della macchina amministrativa degli Enti e soprattutto i servizi alla collettività».
Per questo lavoratori e sindacati regionali, martedì 13 settembre in occasione della riapertura dei lavori dell’Assemblea Regionale Siciliana, faranno sentire la loro voce sotto Palazzo dei Normanni. «Speriamo – conclude Emanuele – che non si debba passare ad altre iniziative che, purtroppo, destano preoccupazioni e allarmismo per lo stato di disagio e psicologico dei lavoratori dovuto alla perdita di ogni speranza su cui hanno costruito il futuro personale e familiare».

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