La morte di Lavinia Marano, notificati gli avvisi di garanzia

PoliclinicoI carabinieri della Stazione di Messina Gazzi, hanno completato, ieri sera, le notifiche ai 13 indagati, tra medici e personale sanitario. La donna era morta la mattina del 26 settembre mentre era ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva Cardiovascolare a seguito di gravi complicanze sorte dopo il parto cesareo, effettuato nel tardo pomeriggio del giorno precedente.

E’ stato notificato ieri sera, da parte dei carabinieri della Stazione di Messina Gazzi, l’ultimo avviso di garanzia per il decesso di Lavinia MARANO, tragicamente scomparsa la mattina del 23 settembre 2016 presso il reparto di Terapia Intensiva Cardiovascolare a seguito di gravi complicanze sorte dopo il parto cesareo, effettuato nel tardo pomeriggio del giorno precedente. La familiari della donna, assistiti dagli avvocati Nunzio Rosso e Giovanni Caroè, il giorno stesso in cui si è consumata la tragedia avevano presentato una formale denuncia ai carabinieri che, coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica Rosanna Casabona, hanno immediatamente provveduto al sequestro della salma e di tutte le cartelle cliniche.

In tutto gli indagati sono 13, ovvero tutti coloro che quel giorno hanno, a vario titolo, preso parte alle diverse fasi della vicenda, dal momento del parto a quello del decesso, passando per i due interventi chirurgici eseguiti durante la notte: il primo per tamponare l’emorragia all’utero ed il secondo per l’asportazione di quello stesso organo. L’incarico per l’autopsia verrà conferito domani mattina ai medici legali Elvira Ventura ed Antonio Chiantera.

Intanto, continuano senza sosta le indagini dei carabinieri per raccogliere ogni possibile elemento che possa risultare utile a fare piena luce sulla vicenda. Ieri i militari sono tornati al Policlinico ed hanno sentito numerose persone, per ricostruire nei minimi dettagli cosa sia successo e cosa sia stato fatto quella notte. Ogni particolare è considerato estremamente importante anche gli esatti orari in cui sono stati allertati i medici, prese le varie decisioni ed attuate le procedure sanitarie. I carabinieri hanno anche eseguito nuovi sopralluoghi presso la struttura e le varie sale del nosocomio di viale Gazzi, che sono state minuziosamente ispezionate alla ricerca di riscontri e nuovi spunti per completare la corposa documentazione già acquisita agli atti dell’indagine.

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