Atti persecutori, assolto il sindaco di Acquedolci

gallo sindacoIl giudice per l’udienza preliminare, del tribunale di Patti, Ugo Domenico Molina, ha disposto il non luogo a procedere dall’accusa di atti persecutori a carico del primo cittadino. Gallo era difeso dall’avvocato Nino Favazzo. I fatti risalgono al 2013.
di Francesca Alascia

Proscioglimento per il primo cittadino di Acquedolci Ciro Gallo, perché il fatto non costituisce reato. I fatti contestati risalgono al 2013 allorquando il sindaco acquedolcese operò una riorganizzazione della struttura comunale decidendo di ridurre le aree dirigenziali dall’originario numero di sei a tre unità. Il provvedimento in questione comportò inevitabilmente l’esclusione di alcuni funzionari dalla responsabilità dirigenziale. Tra questi, l’allora capo del settore Affari Generali del comune, Carmelo Orifici decise di adire le vie legali e presentò un esposto contro Gallo ai Carabinieri, a seguito del quale fu aperta un’indagine. Le risultanze investigative scaturite portarono alla formulazione da parte del pubblico ministero dell’imputazione del reato di atti persecutori nei confronti del sindaco e la conseguente richiesta di rinvio a giudizio. Il Gup Molina ha però decretato nei giorni scorsi non luogo a procedere e prosciolto Gallo dall’infamante accusa. Si è conclusa pertanto una vicenda giudiziaria che aveva destato scalpore e suscitato polemiche nella città. “Finalmente giustizia è stata fatta – ha affermato Ciro Gallo – anche su questa ennesima vicenda che mi ha visto accusato ingiustamente. Acclarata la verità sto valutando insieme al mio legale l’opportunità di procedere con la richiesta di risarcimento dei danni morali e di immagine cagionati da tali infondate accuse”. Nelle scorse settimane inoltre l’Ufficio Ispettivo dell’Assessorato regionale alle Autonomie Locali e alla Funzione Pubblica aveva inoltre sancito l’assoluta estraneità del presidente del consiglio Calogero Carcione in ordine a presunte e reiterate irregolarità compiute nell’esercizio delle sue funzioni, sollevate con una serie di esposti dai consiglieri d’opposizione: Oriti, Salerno, Scaffidi, Barone e Condipodero.

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