Sant’Agata, sale operatorie ancora chiuse per un blackout

Gaetano SirnaSi prevedono ancora 10 giorni di disagi. Intanto cresce la preoccupazione per il perdurare del guasto alle apparecchiature di distribuzione del gas medicale, che da oltre 15 giorni ha paralizzato l’attività chirurgica nelle tre sale operatorie del locale presidio. Ieri il sopralluogo del direttore generale dell’Asp di Messina, Gaetano Sirna.

di Francesca Alascia

Ieri mattina il direttore generale Asp di Messina Gaetano Sirna, , ha effettuato un sopralluogo nel nosocomio per valutare esattamente l’entità del danno, aggravata dall’avaria della cabina Enel, che ha causato un black-out nei giorni scorsi. Con il direttore sanitario Mario Portera hanno rilevato che il guasto alle apparecchiature è più serio di quanto inizialmente previsto e che pertanto non potrà essere risolto come preannunciato entro sabato prossimo, con la riapertura di almeno un reparto operatorio . La grave problematica rischia pertanto di protrarsi per un mese circa, a partire dalla data d’inizio, risalente allo scorso 29 settembre. Da più giorni i tecnici di una ditta specializzata lavorano alacremente per verificare e apparecchiature e revisionare le condotte di distribuzione del gas medicale, è stato individuato e dovrà essere sostituito tutto il tubo della condotta dorsale dell’impianto. La sala parto continua a rimanere chiusa pertanto per motivi di sicurezza, ieri tuttavia due partorienti hanno dato alla luce le loro creature utilizzando una sala operatoria disponibile per interventi eccezionali. Nelle ultime due settimane ben 18 puerpere sono state costrette al trasferimento in altre strutture ospedaliera . Il Senatore Bruno Mancuso e l’onorevole Bernardette Grasso, componente della Vl^ commissione Sanità, hanno segnalato e sollecitato la direzione sanitaria dell’ASP 5 di Messina a fornire adeguate risposte alle criticità riscontrate nelle strutture ospedaliere del comprensorio segnalando carenza di servizi nel nosocomio di S. Agata Militello. La deputata Grasso richiede infatti ” Che vengano garantiti i livelli minimi di assistenza, vista la peculiarità del territorio , e vengano ad essere assicurati con tempestività, in quanto oggi, I’ospedale della città sembra un centro di smistamento verso altre strutture, poiché carente delle apparecchiature e del personale per il mantenimento delle cure basilari di cui la cittadinanza nebroidea ha bisogno”

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