PIANETA SCUOLA

MIUR stanziamento fondi zone terremotateEdilizia scolastica, 16 milioni per istituti terremotati. Parte la verifica dello stato dell’edilizia scolastica nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto. Il ministro Giannini firma lo stanziamento di fondi per le zone terremotate, il piano prevede la verifica degli edifici e attività di formazione sulla sicurezza in caso di sisma.

a cura di Luisa Stella

Ammontano a 15,6 milioni di euro i finanziamenti da destinarsi all’edilizia scolastica per la verifica degli edifici ricadenti nel territorio colpito dal terremoto. I finanziamenti saranno destinati per finanziare verifiche strutturali e non dei solai e controsoffitti, i più soggetti a rischio crollo; per l’adeguamento a norma degli edifici; per il regolare svolgimento delle attività curriculari e attività correlate alla vita scolastica.
Il MIUR, ha, inoltre formulato un accordo con la Protezione Civile e con INGV per avviare un iter di formazione rivolto alle zone interessate, mirato a fornire informazioni adeguate riguardo alla gestione del rischio sismico e la gestione della sicurezza degli edifici. Le scuole del centro Italia, interessate dal sisma, hanno sicuramente necessità di avere un supporto economico importante perché le strutture di ogni ordine e grado siano messe in sicurezza; non deve, comunque essere dimenticato, che molte strutture edilizie destinate ad uso scolastico di proprietà dei Comuni e della Provincia, e quindi di ogni ordine e grado, versano in stato fatiscente con infiltrazioni e controsoffitti che crollano.
Sono circa 117 i casi di crollo negli ultimi tre anni, nonostante l’emanazione e l’attuazione della legge 107 del 2015 che prevede bandi per “scuole belle” e “scuole sicure”. Purtroppo molte scuole si sono aggiudicate il primo bando, “rifacendo la facciata” a strutture che necessitavano sicuramente altro tipo di intervento.
Proprio in una scuola nebroidea riqualificata attraverso il bando “scuole belle”, ha subito ingenti danni a causa di infiltrazioni dovute a piogge torrenziali di alcuni mesi fa. Senza andare lontano, si sono verificati crolli a Catania, Ragusa, Misilmeri e Messina, dove, nel Marzo 2016 la Procura ha avviato delle indagini per verificare lo stato di salute dell’edilizia scolastica.
Circa il 60% delle scuole risalgono agli anni 50 – 60, una piccola percentuale anche a periodi antecedenti come quella del fascismo e quindi a rischio. Attualmente, alcuni docenti sono formati secondo la legge 81/08, recante la normativa sulla sicurezza sul lavoro, una manciata di ore per rendere docenti di lettere o maestri idonei a valutare i rischi di una struttura e responsabili della sicurezza altrui.
Oggi, i nostri ragazzi studiano e si formano in aule prive di insonorizzazione, dove lo spazio vitale previsto dalla normativa non viene rispettato, su banchi non a norma antisismica, portandosi il necessario per l’igiene da casa. Probabilmente i fondi stanziati dovrebbero essere rivalutati ed estesi a tutte le scuole della Nazione, assicurando un futuro a quei ragazzi che spesso studiano in aule di fortuna, con un’unica via d’uscita dalle aule, spostandosi in caso la pioggia decida di irrompere attraverso i muri.

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