Confiscati beni per 32 milioni di euro al boss barcellonese Pietro Mazzagatti

Quattro imprese, 14 immobili, 19 terreni, molti mezzi personali ed aziendali, vari rapporti finanziari, anche intestati a soggetti terzi individuati. Beni per circa 32 milioni di euro, sequestrati a giugno del 2018, vengono acquisiti dallo Stato.

L’imprenditore Pietro Nicola Mazzagatti, di Santa Lucia del Mela, era riuscito a costruirlo con l’appoggio del clan mafioso “dei barcellonesi”, comprensivo, tra l’altro, di importanti contesti imprenditoriali quali la prestigiosa struttura ricettiva e sala ricevimenti “Villa Mont Valerie” e il bar gelateria “Valerie Coffee and Pastry”, a Milazzo.

Dopo il sequestro preventivo del 2018 adesso arriva il provvedimento emesso dal Tribunale di Messina – Misure di Prevenzione. Le indagini erano partite su proposta del direttore della Direzione investigativa antimafia di Messina, Giuseppe Governale, e del procuratore capo della locale Direzione distrettuale antimafia, Maurizio De Lucia.

Mazzagatti, detenuto nel carcere di Viterbo in regime di 41 bis, è imprenditore radicato nel barcellonese che, forte della sua organicità nel sodalizio mafioso, è riuscito nel tempo ad acquisire il monopolio delle attività di ristorazione, di somministrazione di alimenti e di catering a Santa Lucia del Mela.

La sua carriera criminale ha inizio negli anni ’90 quando, a conclusione dell’operazione “Sistema”, viene condannato per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni dei titolari della società Cogemar di Barcellona Pozzo di Gotto, costretti a corrispondere il “pizzo” per i lavori di consolidamento effettuati a seguito di eventi calamitosi a Gualtieri Sicaminò.