Sant’Agata. Ritardi nei lavori del porto. Chi pagherà i danni?

A chiederlo sono i consiglieri comunali di minoranza al Comune di Sant’Agata una volta appreso che i lavori avranno una proroga di 270 giorni. Lo hanno fatto con una interrogazione che proponiamo integralmente di seguito.
INTERROGAZIONE CONSILIARE
(risposta scritta)

OGGETTO: Proroga di 270 giorni dei lavori di completamento del porto.

I sottoscritti, nella qualità di Consiglieri Comunali del Comune di Sant’Agata di Militello, ed esclusivamente per lo svolgimento delle funzioni connesse all’espletamento del mandato amministrativo

Premesso

– Che in data 11/11/2019 è stata presentata un’interrogazione sui ritardi del costruendo porto non ancora riscontrata dall’amministrazione;
– Che la giunta Mancuso in data 15/05/2019 ha deliberato un atto d’indirizzo per una variante al progetto esecutivo del porto;
– Che le dichiarazioni dell’Assessore ai Lavori Pubblici Befumo (successive al nostro comunicato relativo alla notizia dello stop alla variante in parola), rese al fine di difendere l’operato dell’attuale amministrazione, sono palesemente fuorvianti in quanto, a nostro giudizio, le scelte dell’amministrazione hanno inciso pesantemente e concretamente sui ritardi dei lavori del porto;
– Che l’affermazione di Befumo, con cui l’Assessore al ramo sostiene che la delibera di giunta del 15/5/2019 di atto di indirizzo della variante del progetto non abbia procurato alcun ritardo, viene smentita dall’atto di richiesta di proroga della ditta esecutrice dei lavori, che tra le giustificazioni inserisce (anzi è questo uno dei punti forti) proprio la delibera con cui si dà incarico alla ditta stessa di procedere ad una variante della riorganizzazione dell’edilizia portuale a terra bloccando di fatto il proseguimento dei lavori;
– Che l’esternazione relativa alla responsabilità politica amministrativa dei ritardi attuali attribuiti esclusivamente all’amministrazione precedente, perché si sarebbero persi quattro anni per approvare il progetto esecutivo del porto, è quanto meno ingenerosa per chi ha lavorato ( e continua a lavorare ) per sbrogliare una matassa che da qualsiasi punto la si guardasse presentava criticità di ogni genere, sia per l’aspetto tecnico progettuale che giudiziario-amministrativo, con procedimenti civili, penali e dinanzi al Giudice amministrativo, ereditati dall’Amministrazione Mancuso;

Considerato quindi
– che il progetto è stato realizzato dalla ditta che si è aggiudicato l’appalto (non dall’Amministrazione Sottile), che il progetto definitivo realizzato dall’ufficio tecnico sotto l’amministrazione Mancuso prevedeva il pontile degli aliscafi dove è previsto nel progetto esecutivo e quindi è veramente inspiegabile la ragione per cui “l’intuizione” di spostare l’attracco degli aliscafi sia stata uscita fuori dal cilindro dopo che l’Amministrazione Sottile ha ottenuto tutte le autorizzazioni al progetto e tale modifica avrebbe imposto di rinnovare l’iter autorizzatorio;
– Che i ritardi sono stati causati dall’aver dovuto snodare una matassa non poco ingarbugliata grazie a quanto accaduto durante l’amministrazione Mancuso (Problemi amministrativi, giudiziari e tecnici);
– Che la ditta il 30/09/2019 ha richiesto la proroga, attribuendo i ritardi più significativi all’operatività dell’ordinanza n° 86 del 28/09/2018, che interdiva il traffico ai mezzi pesanti su via Campidoglio, dalle ore 10,00 alle ore 13,00 e dalle ore 17,00 alle ore 20,00 fino alla revoca dell’ordinanza del 14/05/2019, nonché alla delibera di G.M. n° 70 del 15/05/2019 con cui l’Amministrazione ha chiesto la rimodulazione ed il riassetto dei fabbricati dell’area portuale e un riassetto della viabilità fruibilità dell’area portuale;

Tenuto conto
– Che il Rup ha concesso in data 06/11/2019 la proroga di giorni 270, limitandosi a contestare tutte le criticità menzionate dalla ditta eccetto i punti sopra citati (variante e sospensione viabilità), a cui vengono imputati, come detto, le ragioni del maggior ritardo;
– Che secondo l’art. 31, co. 3 del Codice dei contratti, il responsabile unico che non sia anche il responsabile del servizio non ha poteri a valenza esterna e, soprattutto, non ha poteri gestionali;
– Che non è stata posta in essere nessuna determina a contrarre da parte del dirigente responsabile che avrebbe dovuto autorizzare la proroga.
– Che i sottoscritti consiglieri hanno preoccupazione che altre problematiche possano incombere sull’opera, quali il problema della sifonatura sul molo di sopraflutto, le difficoltà di reperimento dei massi ed il ritardo nei lavori nella panchina di riva, con rischio che si accumulino altri ritardi e si rischi la perdita del finanziamento, stante che il termine ultimo per completare l’opera e rendicontare la spesa risulta quello del 31.12.2020;

Tutto ciò premesso e considerato
Si Interroga il Sindaco per sapere:
1) Chi pagherà i danni per mancato impiego di risorse, connessi con la proroga concessa e giustificata con i ritardi determinati da scelte sbagliate dell’amministrazione;
3) Per quale motivo la determina a contrarre non è stata posta in essere da Funzionario competente ad autorizzare la proroga, come prevede l’art. 31, co. 3 del Codice dei contratti, così viziando il procedimento amministrativo;
4) Se è vero o no che il termine ultimo per la definizione dell’appalto, pena la perdita del finanziamento, è quello del 31.12.2020;
5) Quali sono i problemi riscontrati sul molo di sopraflutto, le cause della sifonatura e le soluzioni in atto;
6) Se è vero che a causa delle difficoltà di reperimento dei massi è in corso una variante che prevede l’utilizzo dei tetrapoli in luogo dei massi ed in base a quale istruttori e con quali provvedimenti si è giunti a tale soluzione;
7) A che punto sono i lavori nella panchina di riva, a cosa sono dovuti i ritardi accumulati e quali risultano le soluzioni in atto.
Puleo – Sottile – Recupero – Starvaggi