Il Natale sui Nebrodi alla scoperta delle tradizioni popolari

Il Natale rappresenta uno dei periodi più sentiti e maggiormente vissuti da tutte le comunità dei Nebrodi.

L’atmosfera che si vive è colma di tradizioni e suggestività,dai caratteristici canti che si intonano per le vie dei paesi ai grandi falò attorno ai quali si riuniscono gli abitanti dei quartieri.

Si parte l’otto dicembre con L’Immacolata Concezione, quando le strade e le case si vestono a festa , per poi proseguire il tredici con la celebrazione di Santa Lucia e la sua caratteristica “cuccia”  tipica pietanza dolce  a base di ricotta che nella zona nebroidea , a differenza del resto della Sicilia, viene preparata come piatto salato, cucinato come minestra con tredici diversi tipi di legumi e cereali.

A partire poi dai nove giorni che precedono il Natale, iniziano a susseguirsi le tradizionali “novene” veglie liturgiche molto sentite che in alcuni paesi si celebrano ancora nelle chiese a partire dalle prime luci dell’alba.

L’atmosfera comincia a diventare sempre più magica.

Le viuzze, illuminate dalle stelle e dalle luminarie natalizie, cominciano ad animarsi con gruppi di suonatori che passano per le strade, soffermandosi davanti e dentro le case e che intonano antiche canzoni e nenie natalizie in dialetto siciliano.

La vigilia di Natale comincia a rispecchiare tradizione sin dal primo pomeriggio con la preparazione davanti alle chiese di un grande ceppo di ulivo, il cosiddetto “ Zuccu” .

Dopo la mezzanotte, a conclusione della Santa Messa è tradizione recarsi davanti a questo grande falò per scambiarsi gli auguri tra canti e convivialita’.

Altra tradizione molto sentita è quella della rappresentazione del Presepe Vivente.

Caratteristico è quello di Militello Rosmarino.

Tra le vie del borgo, nel centro storico, oltre a rievocare la Natività, si ritorna indietro nel tempo tra la rappresentazione di antichi mestieri e novene a suon di zampogna.

Giuseppe Mesi