Parco dei Nebrodi, un anno di iniziative raccontate dal commissario Luca Ferlito

Conferenza stampa di fine anno del Commissario straordinario del Parco dei Nebrodi, Luca Ferlito che ha illustrato tutte le attività svolte dall’Ente nell’anno 2019 ed annunciato le inziative in programma per il futuro. Nel corso della conferenza stampa è stato presentato ufficialmente il calendario istituzionale.

L’Ente Parco dei Nebrodi possiede un’importante tradizione nella diffusione dei valori ambientali per il tramite delle immagini fotografiche che hanno composto i propri  Calendari Istituzionali.Tali calendari che, nel tempo, hanno sviluppato i più svariati temi sull’Area Protetta, sono sempre stati oggetto di grandi aspettative da parte di chi, questo territorio, lo ama e lo fruisce durante l’arco dell’anno.

L’edizione 2020 del Calendario Istituzionale del Parco dei  Nebrodi segna, nella veste grafica e nei contenuti delle immagini riprodotte, un gradevole ritorno ai temi più cari e di maggiore impatto emotivo dell’area protetta quali: la fauna e il paesaggio naturale. Per farlo, l’Ente Parco dei Nebrodi, oltre alle professionalità interne, ha voluto coinvolgere alcuni fotografi del territorio che hanno messo gratuitamente a disposizione le proprie immagini ed hanno così contributo ad innalzare il livello qualitativo di questo importante prodotto editoriale che oramai è giunto alla sua ventunesima edizione. Il commissario Luca Ferlito, alla presenza del sindaco di Acquedolci Alvaro Riolo e del vicesindaco Salvatore Oriti che preannunciano il conferimento della cittadinanza onoraria alla professoressa Laura Bonfiglio, pone l’accento sulla rifunzionalizzazione della Dorsale dei Nebrodi, ben 64 Km da Floresta a Mistretta e sulle attività di promozione e valorizzazione della grotta di San Teodoro. “Il lavoro di studio e ricerca condotto sulla Grotta di S. Teodoro in Acquedolci- afferma Ferlito- si arricchisce di una nuova pubblicazione realizzata dall’Ente Parco dei Nebrodi con la collaborazione: della dott.ssa Laura Bonfiglio dell’Università di Messina, che nel tempo ha condotto numerosi scavi riportando alla luce diversi complessi faunistici alla base della grotta; della dott.ssa Carolina di Patti del Museo Geologico Gemmellaro  dell’Università di Palermo che conserva al suo interno numerosi ritrovamenti umani tra cui il famoso scheletro di “Thea”; e di Ciro Artale Presidente della Pro Loco di Acquedolci. Un Doveroso ringraziamento per la fattiva collaborazione alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Messina; al Parco Archeologico di Tindari, nella quale giurisdizione rientra, oggi, la Grotta di San Teodoro ed al Comune di Acquedolci.La Brochure, per qualità di contenuti e di stampa, non va solo distribuita, ma letta e collezionata.

Altra saliente novità annunciata dal commissario Ferlito è: “Sessantaquattro chilometri di sentieri per valorizzare la “Dorsale dei Nebrodi”, che da Floresta va a Mistretta: opere di ingegneria naturalistica, senza modificare né la percezione del paesaggio nella sua integrità storico-culturale, né alterare la biodiversità dell’area di intervento. Lo prevede un progetto predisposto dal Parco dei Nebrodi  da cinque milioni di euro finanziato del Patto per lo Sviluppo della Città Metropolitana di Messina (delibera CIPE del 10.08.2016) già consegnato all’Impresa aggiudicataria. Previsti interventi su un percorso già esistente da riqualificare, senza impatto ambientale e che si integreranno perfettamente con l’habitat circostante”. L’opera nasce d’intesa con i Parchi regionali, l’Azienda foreste demaniali e il Club Alpino come appendice del “Sentiero Italia” nel territorio siciliano. Il progetto, in particolare, prevede la sistemazione degli attraversamenti dei valloni, con passaggi a sfioro realizzati in pietra locale, il ripristino dei muretti a secco esistenti, la regimentazione delle acque meteoriche, la posa in opera delle staccionate mancanti o divelte. Sarà migliorato anche l’attuale sistema di segnaletica e cartellonistica, cercando di uniformare e di rendere universale il sistema di lettura. Scopo dell’intervento è quello di giungere a riscoprire il rapporto con gli abitanti della montagna, per potenziare le forme di turismo sostenibile. Non saranno, infatti, riattivati solo i sentieri e le infrastrutture ricettive, ma si punterà l’attenzione alla componente umana e alle sue tradizioni: spazio quindi all’artigianato locale, ai segni dell’uomo in montagna, ai musei, agli agriturismi e a tutto quanto possa permettere il potenziamento del turismo naturalistico e scientifico. Il prossimo 16 gennaio al Castello Gallego sarà sottoscritta la Carta Europea per il turismo sostenibile nelle aree protette, primo forum a partire dalle ore 9. La Carta Europea per il Turismo Sostenibile nelle Aree Protette (CETS) è uno strumento metodologico ed una certificazione che permette una migliore gestione delle aree protette per lo sviluppo del turismo sostenibile. L’elemento centrale della Carta è la collaborazione tra tutte le parti interessate a sviluppare una strategia comune ed un piano d’azione per lo sviluppo turistico, sulla base di un’analisi approfondita della situazione locale. L’obiettivo è la tutela del patrimonio naturale e culturale e il continuo miglioramento della gestione del turismo nell’area protetta a favore dell’ambiente, della popolazione locale, delle imprese e dei visitatori.

La CETS prende spunto dalle raccomandazioni stilate nello studio di EUROPARC del 1993 dal titolo “Loving Them to Death? Sustainable Tourism in Europe’s Nature and National Parks”, e rispecchia le priorità mondiali ed europee espresse dalle raccomandazioni dell’Agenda 21, adottate durante il Summit della Terra a Rio nel 1992 e dal 6° programma comunitario di azioni per lo sviluppo sostenibile. La Carta è una delle priorità per i parchi europei definite nel programma d’azione dell’UICN Parks for Life (1994).Inoltre, l’importanza crescente di uno sviluppo turistico sostenibile, come tema d’interesse internazionale, è stata sottolineata dalle “Linee guida per il Turismo Sostenibile Internazionale” della Convenzione sulla Diversità Biologica. La Carta affronta direttamente i principi di queste linee guida e fornisce uno strumento pratico per la loro implementazione nelle aree protette a livello locale.La CETS è coordinata da EUROPARC Federation, che, col supporto delle sezioni nazionali della federazione (come Federparchi-Europarc Italia), gestisce la procedura di conferimento della Carta alle aree protette e coordina la rete delle aree certificate.Già programmato il I° FORUM per il 16 gennaio 2020, ore 9:00 a S. Agata di Militello alla presenza, tra l’alto, dell’On. Bernardette Grasso (Assessore autonomie locali e della f.p. della Regione Siciliana), del On. Salvatore Cordaro(Assessore al territorio ed ambiente della Regione Siciliana) e di Giampiero Sammuri (Presidente Federparchi-. Saranno attivate varie linee di intervento per la promozione sui mercati internazionali del Parco dei Nebrodi, partendo dall’analisi delle caratteristiche dei possibili target anche sulla base di esperienze pregresse, proiettando potenziali strategie d’intervento, il tutto prende spunto dalla necessità di una definizione di una strategia da inserire nell’ambito del piano di attività dello SPRINT Sicilia.

Si parte dalla definizione di paesi di destinazione delle attività che sono collegate per lo più in maniera diretta con la Sicilia ossia Spagna con Madrid, Germania con Monaco di Baviera, USA con New York, Russia con Mosca, Francia con Parigi, fatta eccezione della Cina con Shangai che non gode di un volo diretto ma che rappresenta un riferimento irrinunciabile. Fra queste possiamo annoverare la celebrazione della giornata mondiale del suolo. “Vivere nel Suolo”. Questo il titolo del grande evento promosso e organizzato dalla Società Italiana della Scienza del Suolo (SISS) e dall’Ente Parco dei Nebrodi il giorno 5 dicembre 2019 presso la Sala dei Cinquecento della Cittadella dell’Oasi di Troina (EN), che ha visto la partecipazione degli scolari delle V classi elementari e classi delle medie degli istituti comprensivi statali dei Nebrodi. In particolare ha partecipato l’Istituto Comprensivo “Don Bosco” di Troina diretto da Viviana Ardica, l’I.C “G. Marconi” di Sant’Agata di Militello diretto da Giusy De Luca, l’I.C “G. Tomasi di Lampedusa” di Capo d’Orlando diretto da Rinaldo Nunzio Anastasi, l’Istituto Comprensivo Statale Torrenova diretto da Bianca Fachile, l’I.C “Capizzi- Cesarò” diretto da Antonino Rosselli e dell’I.C di Tusa diretto da Antonietta Emanuele.

Tutto nasce dall’iniziativa del Parco di farsi carico della stampa del fumetto “Vivere nel Suolo”, tradotto dal gallego in italiano a cura della SISS, che è stato omaggiato ad ogni scolaro lo scorso ottobre 2019. Da allora gli scolari, sotto la supervisione degli insegnanti, organizzati in classi, si sono cimentati in una serie di attività creative e di approfondimento didattico sulla conoscenza del suolo, la sua importanza, la necessità della sua conservazione. Il tutto ispirato dai contenuti del fumetto. Nessun limite alla fantasia e creatività, questa la regola del Concorso a premi a cui hanno partecipato e che è stato promosso dalla SISS e dal Parco in occasione della celebrazione.

La giornata di divulgazione ha visto la partecipazione di più di 1.000 scolari, accompagnati dagli insegnanti, numerosi genitori, accolti dal Sindaco di Troina, Fabio Venezia, dal Commissario Straordinario del Parco dei Nebrodi, Luca Ferlito, dal Vice-Presidente della Società Italiana della Scienza del Suolo, Sara Marinari, dal Referente di Legambiente Nebrodi, Salvatore Granata, e dal Presidente della Società Europea per la Conservazione del Suolo, Carmelo Dazzi. Ospite d’eccezione il Presidente della Sezione di Biologia del Suolo della Società Spagnola della Scienza del Suolo, Montserrat Díaz Raviña, che per l’occasione è volata direttamente dalla Galizia per partecipare all’evento e per presentare ai giovani scolari il fumetto di cui è stata ideatrice e coordinatrice.

 Ed ancora afferma il direttore Testagrossa il progetto di reintroduzione del Grifone: “L’Ente Parco, nell’ambito delle proprie attività istituzionali riguardanti la protezione dei valori naturali ed ambientali, nonché di quelle relative alla promozione di iniziative per la valorizzazione, l’educazione ed il ripristino ecologico, conduce da alcuni anni il progetto di “Reintroduzione del Grifone” nel Parco dei Nebrodi, specie di avvoltoio estintasi in Sicilia negli anni ’60. Il suddetto progetto è il fiore all’occhiello dell’Ente Parco, in quanto è uno dei pochissimi riusciti in Italia, che ha consentito la formazione di una colonia stanziale di grifoni formata attualmente da più di 100 individui, che si sono insediati  sulle Rocche del Crastopresso Alcara Li Fusi (ME). Alla fine del 2004 erano presenti circa 10 individui di grifoni soltanto sui Nebrodi e nessuno sulle Madonie”. Previsto il telerilevamento sito aquila reale, immortalata nel calendario .Una coppia di Aquile reali mentre si danno il cambio nel nido per covare l’uovo da cui nascerà il loro aquilotto, è solo una delle immagini che possono essere viste in tutto il mondo, in diretta, collegandosi al sito del Parco dei Nebrodi (www.parcodeinebrodi.it).Grazie ad una webcam perfettamente mimetizzata e situata sopra il nido dell’aquila reale, gli appassionati di tutti i continenti e gli studiosi del settore, nonché studenti e curiosi, turisti e amanti della natura davanti al loro computer potranno vedere cosa avviene nel nido di un’aquila reale durante la giornata. E’ una della prime esperienze nel mondo di tele monitoraggioapplicato sull’Aquila reale presente nel complesso roccioso delle “Rocche del Crasto”, nel territorio di Alcara Li Fusi, Comune del Parco dei Nebrodi. Ed ancora la cooperazione internazionale con le aree protette cinesi, e cooperazione con la scuola Italo- russa, avanzata in scienze ecologiche. “Sara’ inoltre omologata- precisa Ferlito- nel progetto neve, la pista da sci da fondo da parte della FISA.”Anche per le stagioni 2019 (dicembre) e 2020 l’Ente Parco intende attuare il “Progetto Neve” rivolto, in particolar modo, ai ragazzi delle scuole al fine di interessarli alla tecnica dello sci di fondo, disciplina sportiva e turistica che assicura una fruizione del territorio compatibile con le risorse naturali dell’area protetta. Le attività si svolgeranno presso Portella Femmina Morta e Portella Calacudera, in territorio di Cesarò, lungo appositi percorsi tracciati dal battipista dell’Ente. Il tracciato, in particolare, si è snodato alle pendici di Monte Soro, la cima più alta dei monti Nebrodi (1.847 m.s.l.m.), da Portella Femmina Morta a quota 1.524 fino a Portella Calacudera a 1.562. Un percorso di circa 2300 mt.con pendenze lievi, lungo la carrabile che collega le due località, attraversando splendidi boschi di querce e faggete. Un tratto, quindi, lungo la Dorsale dei Nebrodi che giunge alle zone umide di grande interesse naturalistico: Lago Maulazzo e Lago Biviere. Detta pista ha ottenuto l’omologazione da parte della Federazione Italiana Spot Invernali (F.I.S.A.). E tanto altro ancora come la valorizzazione del marchio Nebrodi Sicily e la banca del Geoplasma.