Cinema. Lo scoglio del leone, favola siciliana sul tema ambientale

Un sogno che diventa realtà, una realtà che si trasforma in rappresentazione cinematografica. Rosario Scandura, cineasta acese, grazie alla sua tenacia e alla forza dei suoi sogni ha portato avanti con maestria un progetto che coltivava da quando era ragazzino. Lo Scoglio del Leone è il suo primo lavoro cinematografico, nato da un’esperienza personale legata alla sua infanzia che coinvolge la sua tanto amata Sicilia. È proprio la Sicilia, con le sue sfumature, con il suo dialetto molto presente, con dei personaggi stereotipati e con alcuni dei mali che affliggono questa terra, a fare da protagonista del film. Ma in primo piano sono anche le bellezze naturali di questa isola e una moderna storia d’amore dal lieto fine. Degne di nota le musiche di Fabio Abate e l’interpretazione dei giovani attori emergenti (Marco Iermanò, Rosanna Sapia) nonchè quella strepitosa del piccolo Federico Guglielmino.

Il film è stato realizzato grazie alla Scandura production e ad una collaborazione con professionisti della capitale nell’anno 2019 ma è arrivato nelle sale cinematografiche a gennaio 2020 a seguito dell’eco del Festival del cinema di Roma dove ha vinto il premio Hot Corn Green per “l’alto contenuto morale trasmesso”. Dopo aver ottenuto il favore del pubblico della prima serata e di quella a seguire, Lo scoglio del leone uscirà a grande richiesta anche nelle sale di Catania, di Fiumefreddo e nuovamente ad Acireale nei prossimi giorni. Sarà a Catania presso il Cinema Alfieri il 18,19 e 20 febbraio, al cinema King giorno 24 febbraio mentre sarà al cinema multisala Macherione di Fiumefreddo il 10 marzo e al multisala Margherita di Acireale il 24 Marzo.

Nell’attesa di recarvi al cinema per godervi questa favola tutta locale, vi proponiamo di assaporare la nostra inedita intervista con il regista.

Da neofita del cinema, come è stata questa esperienza con la regia?

È stata sicuramente positiva ed anche formativa, mi ha tanto arricchito sia artisticamente che umanamente.

Da dove è nata l’idea?

L’idea covava dentro me da sempre, forse i momenti fondamentali sono stati tre. Da piccolo all’età di dieci anni circa quando rimasi traumatizzato dallo “scoppio della bomba sott’acqua”, quella violenza brutale di pesca clandestina che deturpava la sua bellezza e creature. Da adolescente, per via dei contrasti e delle diseguaglianze sociali che tuttora a mio avviso ci rendono piccoli. Per finire, probabilmente segnato dal primo amore, quello dove sei vergine in tutti i sensi e ti doni senza se e senza ma nella tua integrità ad un’altra persona. Questo intreccio mi fece scoppiare una forte voglia di ribellione che spesso sfogavo su libri, scritture e cinema.

Che Sicilia vorresti che venga fuori dal tuo ritratto?

Una Sicilia semplice come i nostri personaggi e luminosa come i nostri paesaggi, con le infinite sfumature e sfaccettature interiori ed esteriori.

Esiste davvero questo scoglio? Dove si trova? E il tuo scoglio, rifugio della tua infanzia, qual è stato?

Lo scoglio esiste e sembra quasi scolpito appositamente, imponente si stacca di soli pochi metri dalla costa ed è spesso tuttora il mio rifugio preferito. Ovviamente i miei scogli di protezione ed ancoraggio sono e rimangono sempre la mia famiglia.

Qual è la scena che ti soddisfa maggiormente?

Senza dubbio la scena equivoco fra i due protagonisti, poiché sapevamo che in quel momento preciso dovevamo strappare sorrisi, dissapori e malinconia nello stesso istante.

E invece, se potessi tornare indietro, cambieresti qualcosa?

Cambiare no, c’è stato qualche errore di inesperienza ma è servito per ripartire subito e più forti.

Che emozioni hai provato alla Festa del Cinema di Roma, fianco a fianco con mostri sacri del cinema?

Ricevere il premio Hot Corn Green dedicato al cinema e all’ambiente personalmente mi ha donato un’emozione nuova e fatto tremare le gambe, il festival del cinema di Roma è stato quasi uno strappo al mio senso di timidezza e riservatezza. Oltretutto è stato davvero inaspettato che tv e giornali aspettassero proprio noi!

Cosa emerge adesso, più voglia di condividere o di godersi questo momento di gloria?

Assolutamente voglia di condividere e provare a toccare le corde del cuore più nascoste, temi come la complicità nonni-nipoti, il vincolo indissolubile della famiglia, il rispetto per la propria terra e per l’ambiente, quest’ultimo tasto sempre più dolente della nostra società.

Chi vuoi ringraziare..

Sicuramente i miei genitori, mio fratello Luca a cui sono legato profondamente e i miei nonni che purtroppo non ci sono più. Insomma, la mia famiglia al completo. Però tengo a sottolineare che la dedica va anche ai tanti siciliani che hanno voglia di riscatto. Sia a quelli che rimangono e forse ancor di più a quelli che sono dovuti andar via.

C’è già in cantiere un nuovo progetto?

Sì, c’è già qualcosa che bolle in pentola. Si tratta di un tema difficile e delicato, ma per il momento non posso svelare nulla!

Benedetta Motta