SOCIETA’ Il pomodoro: che meraviglia!

di Victoria Verdes

Italia è un paese di Santi, poeti, navigatori e spesso si sente dire anche del pomodoro. La base dei molti piatti italiani è proprio lui “ Il Pomo d’oro “. La storia del pomodoro racconta primi tempi in Francia si chiamava Tomati e a Re Sole piacque cosi tanto, che riempi i giardini di Versailles di queste piante ornamentali i cui frutti pendevano come palline dorate. Gli alchimisti del tempo poi, vista tanta bellezza, gli attribuirono caratteristiche afrodisiache e lo inserirono in innumerevoli pozioni magiche. Per questo motivo il Tomati prese il nome di Pomo d’amore. In Italia nel 700 il pomodoro divenne l’alimento popolare per eccellenza. Fu il cambio di zona e di clima a cambiare il colore del pomodoro che in Campania, visto il sole e il calore, divenne rosso.
Così rosso e succoso tornò in Francia e dalla tavola dei poveri napoletani divenne prelibatezza di lusso alla corte del Re, simbolo di ricchezza e opulenza. Ed è questo secolo che si annovera la prima tecnica di trasformazione in passata di pomodoro, esattamente nel 1762. Il pomodoro è uno degli ingredienti più usati in cucina, sopratutto in Italia.
Oggi parleremo di uno dei piatti molto poveri della cucina toscana e amata pure dai santi perché si può gustare spesso nei momenti di quaresima, è la famosa “Pappa al Pomodoro”.
È una specie di zuppa nata come maniera per riutilizzare il pane raffermo a base di pomodoro.
Gli ingredienti poveri ma genuini e il condimento saporito, rendono questo piatto squisito.
Si prende un po di pane toscano raffermo, rigorosamente non salato, pomodori, spicchi di aglio, basilico, olio toscano, sale e pepe.

Procedimento:
1. Tagliare il pane e sistemarlo in una pentola antiaderente possibilmente con i bordi alti;
2. Intagliare i pomodori, scottarli in acqua bollente quindi sbucciarli, togliere i semi, tagliarli a pezzi e aggiungerli al pane;
3. Aggiungere sale,aglio, basilico( non tagliato) e coprire il pane di acqua o brodo vegetale;
4. Mettere a cuocere a fiamma bassa girando spesso e, mentre si gira, spezzare il pane riducendolo in questo in questo modo i poltiglia, la pappa appunto;
5. Lasciar cuocere fin quando il pane si sarà sfaldato;
6. Condire con olio extravergine di oliva e aggiungere qualche fogliolina di basilico a crudo.

Il nome pappa sembra derivi dal mondo che hanno i bambini piccoli di chiamare qualsiasi tipo di pasta perché ha la sua consistenza molle e cremosa.
Allo stesso modo, l’aggiunta di “al pomodoro “ è il modo più veloce per indicare l’ingrediente più
importante dopo il pane raffermo.
Non dimentichiamo che il pomodoro arrivò in Italia intorno alla metà del Cinquecento, grazie allo spagnolo Hernàn Cortès che portò alcuni esemplari. Ma le prime testimonianze di un suo utilizzo in cucina si hanno soltanto alla fine del Settecento perché prima veniva usato solo come pianta decorativa.
Secondo i dati forniti dalla Coldiretti regionale, la Sicilia, è la prima regione in Italia per la produzione di pomodoro in serra con 314 mila are di colture e 2 milioni di quintali di prodotto raccolto e un altro grande successo per l’Isola dopo il riconoscimento del marchio Ogp per il datterino di Pacchino da parte dell’unione europea.
Ma quanto è buono questo datterino di Pacchino, grazie al suo dolcissimo e intensissimo sapore.
Ricco di Vitamina C, potassio e Beta – carotene, con elevate proprietà diuretiche, indicato nelle diete dimagranti. Il licopene, di cui è particolarmente ricco, si è dimostrato un ottimo agente anticancro. Un potente antiossidante estremamente potente, contrariamente alla maggior parte degli elementi contenuti in frutta e verdura fresche,conserva la propria efficacia anche dopo la cottura.

Ha ottime proprietà antitrombotiche e antinfiammatorie con efficace azione protettiva nei confronti di malattie cardiovascolari, tumori e deficit cognitivi. Non possiamo scordare che sono ottimi anche per la cura della pelle, grazie alle loro proprietà riacidificanti, lenitive, sebo – equilibranti, leviganti e anche antirughe. Questo ortaggio si usa soprattutto nelle maschere e nei trattamenti dopo il sole.

Ecco una ricetta semplice ed economica, per una maschera al pomodoro e basilico ( da non mangiare!) con azione rinfrescante e lenitiva per pelli grasse e sensibili:
* 1 pomodoro maturo
* 2 cucchiai di argilla bianca finissima
* 2 foglie di basilico fresco
* ½ cucchiaino di olio extravergine di oliva

Preparazione:

Nel mixer riducete in pappa il pomodoro privato della pelle con basilico e olio. Aggiungete l’argilla

e frullate ancora finché il composto risulta cremoso e omogeneo. Applicate una volta a settimana e lasciate in posa massimo 25 minuti. Risciacquate con acqua tiepida.

“Il pomodoro crudo, divorato appena colto in giardino, è la cornucopia delle sensazioni semplici, una cascata che sciama in bocca riunendo ogni piacere.”
( Muriel Barbery )